MAGENTA Il tempo passa, ma i problemi restano. Più di due anni fa il pensionato magentino Roberto Nosotti, classe 1946, denunciava il ritardo nella fornitura, da parte dell’ufficio protesi dell’ospedale Fornaroli di Magenta, delle mascherine al silicone. Quelle che permettono di vivere normalmente a uno come lui che soffre di apnee notturne. Una vita di certo non semplice, quella del magentino.
Costretto ad usare un’apposita apparecchiatura per dormire la notte. Sembrava che le cose si fossero aggiustate con le sue ripetute denunce e rimostranze, invece il problema è tornato a farsi sentire. “Sto utilizzando una mascherina scaduta perché quella che sarebbe dovuta arrivare nel mese di dicembre non mi è stata ancora consegnata – commenta Nosotti – Nonostante le mie ripetute sollecitazioni alle quali non vedo seguito”. Per il magentino la vita non è certo facile. Deve utilizzare una apposita apparecchiatura, il Cpap, collegata ad un raccordo e alla mascherina facciale che gli garantisce la possibilità di respirare normalmente. L’apparecchiatura ha un costo di circa 600 euro e al pensionato è stata concessa in comodato d’uso nel 2010, quando gli venne prescritta la terapia. A questa si aggiungono le mascherine da cambiare due volte l’anno del costo di un centinaio di euro l’una che vengono fornite dall’ufficio protesi del Fornaroli. Un costo non eccessivo, ma per colpa dei soliti intoppi burocratici i ritardi rischiano di provocare grossi danni. Senza flusso di ossigeno e senza vie aeree pervie potrebbero essere guai seri. Nosotti è stanco di dover reclamare ogni volta quello che gli spetta. Potrebbe comprarsele lui le mascherine nuove, ma non sarebbe giusto. Dall’altra parte usare una mascherina vecchia vuol dire andare incontro a disagi e rischi. Il rumore aumenta, la mascherina sfiata e, a volte, dormire diventa impossibile.
“Non chiedo l’elemosina – continua – a volte mi vergogno perché incontro gente disponibile con me. Auspico che, finalmente, questi disagi cessino. Sono sicuro che, nella mia situazione, ci sono tante persone. Molti esitano a farsi sentire e restano zitti. Invece penso che queste cose vadano segnalate e si faccia il possibile per migliorarle. Perché ne va di mezzo la salute di tutti”.