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Dall'archivio:

Ad Abbiategrasso arriva Vivaio, il dj set nato nelle vigne e diventato una figata pazzesca. Mistica come la violenza di Carmelo Bene Copia

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Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

 

ABBIATEGRASSO – Mentre eravamo seduti sulla tazza del cesso, qualche giorno fa, sul nostro telefonino si è materializzato questo messaggio.

🎄Festa della Madonna🧚🏼‍♀

Siamo lieti di annunciarvi una festa della Madonna.🍂

Sabato 8 dicembre 2018 vi tocca divertirvi ancora.♻
Nuova location pronta ad ospitarci🎇

BIk CAFÈ Abbiategrasso 20081 (MI) Via Novara 1.

Apertura cancelli ore 18.30
Aperitivo con buffet🍕🍟🥜
🍺🥂🍷🥃🍹🍸🍵🥛

Opening VIVAIO® dj set ⚠

On stage 9.30 pm
Quarta data del tour europeo
Albert Shepherds 🍆

On stage 10.00 pm
Per la prima volta sul palco
Adam J Brulé Trio 🎶

A seguire VIVAIO® full party🔊

Allora abbiamo capito che è tutto vero. Vivaio forse esiste, davvero. Sempre mentre eravamo sul trono ceramico, mesi fa, leggevamo di una festa fighissima, nata nelle vigne (pare) nel parco del Ticino, per scherzo, poi arrivata persino alla consolle del Pacha di Ibiza (pare), dove Claudio Coccoluto ha suggerito di replicare il format di Vivaio (pare).

Avete presente il Pacha? Fighe imperiali a nastro e Moet & Chandon come  gazzosa, chi scrive nel 2004 si imbatté in una russa che penso avesse partecipato a miss Universo e ne consumò un’autocisterna (di Moet). Al ritorno, verso le 7 del mattino, non ricordo bene come mai sul mio scooter portassi una stilista milanese in crisi d’amore a prendere un volo per tornare a Malpensa. Non ho mai capito..

Vivaio è cresciuto, nel frattempo, e il suo inventore (che in realtà non esiste, pare sia un collettivo ecologista che si nasconde dalle parti della cascina Bursinota, in italiano cascina Borsinotta) pare ci abbia detto (pare) che Vivaio in realtà fu creato anni addietro ad Heidelberg, dove uno studente di filosofia cresciuto a Carpenzago teorizzò la ‘Weltanschaung’ del Vivaio, poi finì a spaccare le vetrine dei Mc Donald di Berlino.

Vivaio è dirompente come Carmelo Bene al Costanzo Show (‘Vedo una platea di morti, questa sera di fronte a me. Occhio zombie, che vi rompo il culo. Sono apparso alla Madonna’).

Mah..

Si dice che due settimane fa, a Castellazzo de’ Barzi, un’attempata signora 80enne sia stata fermata da un’auto con quattro ragazzi spagnoli a bordo (due tipi e due tipe) che le hanno gentilmente chiesto ‘Senora, donde esta Vivaio?’, e lei di tutto punto ‘Nan, capisi un mur di Diu’.

Adesso Vivaio (pare) arriva in quel di Bià. Al Bik, dove tra bocce, primiera e settebello, e generosi quartini di rosso alla spina, lo storico locale della famiglia Andreoni (pare) ospiterà un cast di musicisti di altissimo livello internazionale: Albert Sheperds, Adam J Brule Trio, JJ Cassoeul, che gli anziani del Bik hanno già ribattezzato ‘Giuan Casoeula’.

L’unica certezza è che Vivaio non vi farà mai dormire sonni tranquilli.

Vivaio è la risposta dei cafoni di campagna al situazionismo di Guy Debord.

Vivaio scuote le coscienze, e ridà coscienza alle masse sfruttate dalla bruttezza del tratto Trezzano-Corsico-Cesano Boscone.

A Vivaio gira un sacco di figa, compresa una bellissima ragazza bionda dagli occhi azzurri, che sembra una Dea.

Tra gli inventori di Vivaio pare ci sia un tizio che ha costruito un camper, è andato in Germania a trovare un amico e poi a un certo punto il motore del camper è esploso.

Vivaio è forte come La Cena delle Beffe.

Vivaio è come un croop circle, che appare e scompare ma lascia il segno. Sempre. Quando c’è, ovviamente. Ma anche quando non c’è.

Vivaio c’è, ma non esiste. 

E’ tutto pazzesco.

Fab. Pro.

ps che poi, la cosa più bella, è che i i cancelli al Bik non esistono. Metafora di Vivaio…

 

Lettera aperta di Dacia Maraini pubblicata da “Paese Sera”. La scrittrice contesta l’uso dei corpi femminili nel Riccardo III da parte di Carmelo Bene. «Più volte dal loggione, avrei voluto gridargli ruffiano!».

Risposta di Carmelo Bene alla Maraini (“Paese Sera” 19 maggio 1978): «… Mi ha da sempre insospettito il tuo seguirmi e ammirarmi (io che t’ho un po’ seguita, è vero, ma ammirata mai…). Tu lo sai – almeno questo – e l’hai provato: non è da tutte essere Emily Brontë. Lei aveva il demone del ‘femminile’. Esattamente quello che ti manca da sempre. E perciò non t’arrise alcun successo…»

– da «Vita di Carmelo Bene», foto di Antonio Sferlazzo, da Riccardo III, con Susanna Javicoli, 1977.

 

 

 

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