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Dall'archivio:

Progetto Magenta sotto assedio dopo lo “smacco “a Salvaggio. Munib sbrocca: “Altro che confronto tra fenomeni e fannulloni…”

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L’intento di Silvia Minardi e dei civici di Progetto Magenta – anche grazie alla regia di Marco Marturano – è evidentemente quello di essere (o tentare di essere) protagonisti di questa campagna elettorale. E indubbiamente l’uscita di ieri in cui Minardi chiedeva un confronto pubblico con Luca Del Gobbo, escludendo gli altri 2 candidati alla carica di Primo cittadino (Enzo Salvaggio e Munib Ashfaq)  era ampiamente preventivato che avrebbe scatenato una ridda di polemiche.

Alcune più o meno scomposte, altre decisamente fuori dalle righe. Come quelle dell’islamico Munib che con il suo partito de La Nuova Italia ha testualmente vergato su Facebook: “Altro che confronti tra fenomeni fannulloni e marci”.

L’unico alibi potrebbe essere quello che il candidato di origine pakistana non conosca ancora bene la lingua del nostro Paese. Ma non crediamo, visto il considerato che il buon Munib, come riportato in un’intervista col nostro Graziano Masperi, ha affermato di aver frequentato le scuole superiori a Magenta, essendosi diplomato all’Einaudi. Ieri, peraltro, – e poi chiudiamo la parentesi – Ashfaq  ne ha “combinata” un’altra perchè con ogni probabilità, inconsapevolmente si è introdotto in una proprietà privata (della Reno De Medici) per denunciare lo stato di degrado e profondo abbandono in cui si trova il vecchio teatro di Pontenuovo.

Per carità un’azione volenterosa, ma forse Ashfaq ha scambiato la campagna elettorale di Magenta in una sorta di Gabibbo ambientato nel Magentino.  Non che non faccia bene a ricordare certe situazioni, beninteso, ma chi abita a Magenta da una vita, le conosce a fondo. Insomma, anche se è triste dirlo, è un po’ come la scoperta dell’acqua calda.

Ma l’attacco a Progetto Magenta è venuto in primis dai ‘Dem’. D’altronde, ad ogni azione corrisponde una reazione che, come abbiamo poco sopra scritto, era ampiamente preventivata.

Prim’ancora della nota ufficiale delle due liste (Dem e Magenta Percorsi), Salvaggio ha mandato avanti la ‘cavalleria’. Per una ‘questione stilistica’, infatti, il candidato del Csx ha scelto l’eleganza e qui avanti col solito mantra: “Per me il confronto è passo a passo attraverso la città, e soprattutto insieme alla città. Un confronto che cerco di portare avanti nei quartieri ogni giorno, persona per persona, nessuno escluso. Al servizio di Magenta”. 

Salvo poi lasciar picchiare duro il fratello Paolo. Il quale ha così commentato: “Più che un confronto mi pare una prova generale di alleanza verso un eventuale ballottaggio. Era tanto che non provavo l’ebrezza della politica locale e devo dire che in alcuni campi non è migliorata affatto.

Avanti con il confronto che conta, quello con i cittadini!”.

In ultima istanza, dichiarazione risentita. Ma che ci stava tutta.  Intanto Del Gobbo come riportato già nella Nota pubblicata da TN si è dichiarato disponibile ad un confronto  ma  con tutti i candidati Sindaci.

Il candidato del CDX che sulla carta appare il più forte – non foss’altro per un semplice conto matematico delle quattro liste –  ha voluto mantenere una posizione di equidistanza e, con ogni probabilità, con la chiara volontà di non accreditare di ‘riflesso’ Minardi come sua principale competitor. Va anche detto che Del Gobbo non ci sta a passare per il ‘vecchio’ contro il ‘futuro’. Anche qui perché per onestà intellettuale sia Minardi che Del Gobbo hanno un percorso politico non certo di primo pelo.

Entrambi nati nella Democrazia Cristiana, è dagli anni Novanta che calcano la scena politica locale, ovviamente, con percorsi diversi.

Immaginiamo che in queste ore magari qualche telefonata o qualche sms tra gli entourage delle parti, sia partito. Di sicuro la ‘provocazione’ di ieri di Progetto Magenta ha consentito ancora a Progetto Magenta oggi giorno di tenere la scena lamentandosi per gli attacchi a testa bassa dei pasdaran di Salvaggio. 

“Ma è così grave chiedere civilmente un confronto a un candidato sindaco che gli altri candidati si sentono in dovere dì mandare i loro sostenitori o uscire loro stessi aggredendo e insultando solo perché una candidata sindaca ha chiesto un confronto? Ma si può pensare di affidare a gente così violenta la città? Noi lo diciamo ironicamente da inizio campagna che avrebbero e hanno deciso tutti di demonizzare e attaccare solo Progetto Magenta e i magentini e le magentine che vogliono una Magenta migliore forse perché siamo l’unica vera alternativa al sistema di potere che ha portato Magenta dove è e con i problemi di oggi”.

E qui ci si ricollega a quell’hashtag #ètuttacolpadellaminardi spuntato un po’ dal nulla all’inizio di questa campagna ma che adesso inizia ad avere una sua ratio di fondo.

Ora non sappiamo quanto questa strategia possa portare in termini di consenso ad una coalizione civica. Ma di certo per chi osserva appare molto più interessante degli ultimi cinque anni d’amministrazione. Dove vuoi anche per l’emergenza Covid c’erano altre priorità e la politica era sonnecchiosa.

Oggi si torna alla politica che è anche polemica, strategia, provocazione e… reazione. Una sola ultima considerazione (che è anche un po’ un dubbio): speriamo che queste sensazioni le provino anche i cittadini normali e non solo gli addetti ai lavori. Così da far tornare la voglia di andare a votare

F.V. 

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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