Il candidato Sindaco del Cdx e Consigliere regionale rilancia: “Sono l’unico ad aver fatto di qualcosa di concreto. Altri in due anni non sono riusciti neanche a parlarsi…”
MAGENTA – Vorrebbe parlare di contenuti e programmi elettorali ma è costretto per l’ennesima volta ad occuparsi della vicenda del Liceo Quasimodo di Magenta. Luca Del Gobbo consigliere regionale e candidato sindaco del Cdx magentino promette di tornare sulla ormai nota questione per l’ultima volta.
“Ma visto che sono nuovamente tirato in ballo, mi si accusa di bluffare, allora va da sè che non posso tacere”. Del Gobbo replicando al già Assessore al Territorio e Lavori Pubblici della Giunta Invernizzi tiene a rimarcare “che si aspettava una campagna elettorale basata sulle idee e invece vedo che il PD intende solo rincorrere la polemica”.
Detto questo Del Gobbo ripercorre le tappe della vicenda. “La mia Amministrazione è stata quella che ha approvato un progetto preliminare, quindi, ha individuato l’area e in seguito quando non sono stato più Sindaco di Magenta, ho intessuto un lavoro istituzionale dietro le quinte (con anche Paolo Razzano Assessore e Vice Sindaco della Giunta Invernizzi) nella speranza che prevalesse una visione di politica improntata al bene comune”.
Gli step successivi sono anche questi noti, Del Gobbo con il suo partito Noi con l’Italia – non certo un gigante – riesce a far approvare in Parlamento un emendamento con cui vengono messi sul piatto 5 milioni di euro da destinare al liceo di Magenta. Carta canta perché quei soldi finiscono in una Legge dello Stato Italiano, all’epoca dei fatti governato dalla cosiddetta coalizione giallorossa. “Da questo punto in avanti la vicenda è tutta in casa ai 5 Stelle e al PD – prosegue Del Gobbo – in quanto, da un lato, c’è il Ministero della Pubblica Istruzione con l’allora Ministro Azzolina e dall’altra parte abbiamo la Città Metropolitana governata da Beppe Sala e con Arianna Censi Vice Sindaco….”.
E, in effetti, in questo lungo ‘excursus’ c’è poi anche la lettera comune sottoscritta da Del Gobbo, Minardi e anche da Salvaggio con cui si chiede di rivedere la tempistica ‘folle’ rispetto alla progettazione del nuovo Liceo. Già perché come noto, la Ministra – chiedeva il termine perentorio di tre mesi per la progettazione del nuovo plesso scolastico. “Anche qui – fa notare Del Gobbo – possibile che in due anni non vi sia stata alcuna interlocuzione tra Ministero e Città Metropolitana?”. A questo punto, Del Gobbo si pone una serie di domande ad alta voce – che come diceva quel tale – sorgono spontanee.
“Ma a Salvaggio e compagni interessa davvero risolvere questa vicenda visto che in 2 anni è stato vanificato il lavoro del mio partito che aveva recuperato 5 milioni di euro?”. “In secondo luogo posto che Salvaggio non è certo di primo pelo, possibile che in 5 anni da assessore con Invernizzi, su una partita tanto importante non sia riuscito a produrre nulla oltre ad una letterina?”.
Dopodiché il candidato Sindaco del Cdx non risparmia una battuta anche alla ‘consigliera’ di Salvaggio. “Secondo un’interpretazione dell’amica Giuliana Labria che si dice potrebbe essere la vice sindaco di Salvaggio in caso di vittoria, si sostiene che questi 5 milioni di euro non sarebbero potuti arrivare per la realizzazione di una nuova scuola. La cosa mi sorprende un po’. Ma anche qui ci scontriamo con le ‘grandi novità’ di Salvaggio il cui habitus politico, anche attraverso questo ripescaggio è tutto fuorché nuovo…”.
Del Gobbo in chiosa tira fuori dal cilindro anche una mail datata 23 giugno 2020 in cui a nome suo e dei parlamentari Lupi e Colucci si chiedeva un incontro urgente a Beppe Sala in qualità di Sindaco della Città Metropolitana in cui tornare sulla vicenda Liceo.
“Una mail a cui nessuno ha mai dato risposta ed è la cartina di torna sole rispetto all’effettivo interesse che i ‘Dem’ ai vari livelli hanno di affrontare seriamente questa problematica”.
“Con questo passaggio – chiosa il già Sindaco di Magenta per due lustri – vorrei archiviare questa vicenda e approcciare in modo serio e costruttivo i problemi di questi ragazzi e delle loro famiglie. Il mio passato politico anche su Magenta parla chiaro: ho fatto 10 anni il sindaco è il mio programma è stato più che rispettato, anzi penso di aver fatto anche di più. Qualcun altro che oggi si ripropone ha ottenuto ben altri risultati…altri hanno addirittura lasciato otto cantieri aperti e hanno sforato il Patto di Stabilità…”.




