MAGENTA – In queste ore sta facendo discutere molto sui ‘social’ il confronto a distanza tra Enzo Salvaggio, ex assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici della Giunta di Marco Invernizzi e artefice dell’attuale PGT cittadino e Silvia Minardi, candidata Sindaco di Progetto Magenta.
Che sabato, abbiamo appreso in diretta, si presenterà alle prossime elezioni come coalizione con ‘almeno’ una o due liste in appoggio. Ora Salvaggio sicuramente ha usato un altro stile (o forse sarebbe meglio parlare di strategia…). Ha augurato ‘buona campagna elettorale’ a Silvia Minardi che – questa è storia e non si può negare – è stata anche la sua Capogruppo.
Sotto l’ala della ‘prof’ – salvo poi sganciarsi anche perché hanno temperamenti assai diversi – sono passati non solo Salvaggio ma anche Paolo Razzano, oggi responsabile enti locali del PD Metropolitano, nonché capostaff dell’Assessore Granelli a Palazzo Marino. Insomma, un politico di professione a tutti gli effetti, che sta facendo carriera come si faceva nella vecchia e tanto vituperata Prima Repubblica: i partiti che fosse il PCI, la Diccì o il PSI, poco cambia, garantivano ai loro esponenti un posto (in questo caso conoscendo bene Paolo meritato) nei loro organismi o comunque nelle realtà da loro amministrate. Piaccia o non piaccia è stato un metodo per governare e creare consenso, ben distante dal pauperismo a cinquestelle che ha portato in politica dei carneadi assolutamente sconosciuti e che hanno fatto e stanno facendo disastri.
Ora perché indugiamo tanto sui rapporti (passati) tra Enzo, Paolo e Silvia? Perché noi crediamo – e pensiamo di aver ragione – dietro alla reazione sicuramente un po’ sopra le righe dei civici (ma in politica ci sta tutto) non c’è tanto il post, quanto la foto ad essa correlata ben datata (va detto) di almeno tre lustri. Se è vero che Minardi alla fine del 2011, lascia i ‘Dem’ per tuffarsi nel nuovo progetto civico.
Ora come scritto sopra la storia è storia. E più volte anche da queste colonne abbiamo ricordato il ruolo della prof.ssa già capogruppo dei Dem nelle file delle opposizioni all’epoca dell’Amministrazione Del Gobbo. Però è anche vero che il tempo passa e ormai Progetto Magenta ha tagliato il traguardo dei 10 anni di vita. Ha ancora senso questa sottolineatura sul passato della Minardi?
Francamente non lo sappiamo, o meglio notiamo che se fosse stato “solo per spirito di vendetta” questa iniziativa si sarebbe arenata molto prima. Invece, prosegue, cresce e pare – almeno dagli annunci – arricchirsi di nuove esperienze e contributi. Poi ovviamente ci vogliono quelli che prendono le preferenze e quindi, solo l’esito dell’urna ci dirà se questa operazione di allargamento sia più o meno velleitaria.
Per inciso, se dovessimo guardare al trasformismo politico, ogni volta, che parliamo di un esponente del nostro Parlamento, noi cronisti saremmo costretti ad un super lavoro…
Ora è fin troppo evidente che Silvia Minardi quando vede il PD è un po’ come far vedere il colore rosso a un toro: ti carica a testa bassa….
E’ stato così anche ieri con l’ultimo post dei 44 gatti in fila per 6 con il resto di 2?
Di sicuro, si è trattato di un affondo pesante, magari un po’ sopra le righe, ma sostanzialmente tutto vero nei contenuti.
Ha avuto ragione Salvaggio a provocarla con quella foto e tutto sommato a continuare a recitare la parte del ‘bravo ragazzo’? Ha avuto ragione la Minardi a rispondere tra il piccato e l’ironico magari dando retta più del solito alla pancia? Non lo sappiamo.
Quello che però sappiamo è che certamente la lettura di questa vicenda deve tener conto di un messaggio di “buona campagna elettorale” che nella realtà conteneva un secondo messaggio che aveva ben altre finalità e sicuramente tutt’altro che benevole….
La politica, lo abbiamo scritto tante volte, è “sangue e merda” (cit. Rino Formica). E questa vicenda alla faccia delle questioni di stile, tanto sbandierate rientra a pieno titolo in questa morale di fondo. Non ci sono bravi ragazzi, semmai in politica, ci sono i furbi e quelli che lo sono di meno…
F.V.


