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++Corbetta, Ballarini come Mattarella: il 31 dicembre discorso di fine anno. Signur…

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CORBETTA Buongiorno a tutti! Non c’è ovviamente paragone con quello del Presidente della Repubblica, ma ci tengo anch’io a farvi gli auguri per il 2022. Vi aspetto! 
Ci sta un pizzico di ironia, od autoironia, nell’annuncio del rieletto sindaco di Corbetta, Marco Ballarini, che come sempre e su Facebook ha annunciato ieri il discorso di Capodanno..

Avete capito bene: il modello è il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, che quest’anno Sergio Mattarella terrà per l’ultima volta, essendo prevista a breve l’elezione del nuovo Capo dello Stato.

Fortunatamente (almen quel), Ballarini ha optato per un discorso alle ore 20, quindi mezz’ora prima del consueto orario di tramissione a reti unificate del messaggio del Presidente (che, per tradizione, si rivolge alla Nazione dalle 20.30).

Non ci sono (e vi pareva?) precedenti analoghi, nel Magentino e in tutto l’est Ticino. Ballarini è il primo sindaco a tenere il discorso di fine anno, seppure su una piattaforma social.

Sinceramente siamo legati al ricordo di certe dinamiche legate soprattutto ad un’epica e vecchia pellicola di Woody Allen, ossia ‘Il dittatore dello stato libero di Bananas’ (memorabili sia il mastodontico ordine di panini per i guerriglieri che alla presentazione del conto si trasforma in una sorta di esproprio proletario sia le immagini “pornografiche” in braille), ma evidentemente ci siamo sbagliati.

Al di là dell’apprezzabile ironia di cui sopra, forse questo ennesimo coup de theatre di Ballarini appare un tantino eccessivo. Quanto meno a nostro avviso. Ma tant’è… Siete pronti, corbettesi e ovviamente non solo?

L’enciclopedia Treccani, peraltro, distilla in poche righe una disamina sull’Io, con parole che sembrano calzare a pennello per quello (spesso e volentieri) piuttosto ‘ipertrofico’ dei politici. Leggiamo:

L’ideale dell’Io è il modello cui l’Io vuole aderire, senza mai riuscirci completamente, proprio perché si tratta di un ideale. L’ideale dell’Io è uno dei concetti più complessi e controversi della psicoanalisi, continuamente intrecciato con quello di Super-Io. Sigmund Freud introduce l’espressione «ideale dell’Io» nel 1914 (in Introduzione al narcisismo) collegandolo al narcisismo e all’illusione della perfezione narcisistica della prima infanzia. Quando il bambino si rende conto di non essere in grado di corrispondere a tale modello perfetto, tenta di recuperarlo appunto come ideale: «Ciò che egli proietta davanti a lui come ideale è il sostituto per il perduto narcisismo della sua infanzia in cui egli era il suo ideale». Dunque l’ideale dell’Io è l’erede del narcisismo originario, alimentato da libido narcisistica, che si origina in epoca precoce preedipica, mentre il Super-Io è l’erede del complesso di Edipo e svolge le sue funzioni normative, protettive e punitive prevalentemente sotto l’egida dell’aggressività.

Buon discorso di Capodanno a tutti, pasdaran ballariniani e no.

F.P.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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