MILANO La Procura di Milano, “dopo un’analisi attenta del materiale raccolto e a seguito di una meticolosa attivita’ investigativa, ha deciso di chiedere al Giudice per le Indagini Preliminari di archiviare l’inchiesta sulle responsabilita’ dei decessi nel corso dell’emergenza Covid al Pio Albergo Trivulzio. Rimangono il profondo disgusto e il disprezzo per il proditorio attacco mediatico e politico che abbiamo subito per mesi e la profonda riprovazione per chi ha utilizzato la sofferenza e i morti di quel drammatico momento per biechi fini politici”. Lo scrive su Facebook l’ex assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera.
“Il 5 aprile 2020, con un articolo su Repubblica a firma Gad Lerner dal titolo ‘La strage nascosta del TrivulziO’, partiva un vergognoso attacco mediatico nei confronti di Regione Lombardia.
L’inchiesta giornalistica proseguiva nei giorni successivi con grande enfatizzazione e titoli quali ‘L’Epidemia insabbiata, al Trivulzio s’indaga su 70 morti’ e ‘Cosi’ la Baggina e’ diventata un focolaio’. Un attacco mediatico andato avanti per mesi con una violenza inaudita nei confronti del sottoscritto, del Presidente Fontana e di Regione Lombardia”, afferma Gallera
“Noi, sin dal primo giorno, abbiamo sempre dato il massimo per affrontare lo ‘tsunami Coronavirus’ e salvare il maggior numero possibile di vite umane. Il tempo – prosegue l’ex assessore – fortunatamente e’ galantuomo. I dati scientifici avevano gia’ nei mesi scorsi evidenziato l’azione positiva ed efficace di Regione Lombardia in piena emergenza, in un contesto difficilissimo da gestire e senza alcun tipo di indicazione preventiva da parte della stessa comunita’ scientifica”.
A distanza di un anno e mezzo si comincia a far luce su quello che rimarrà pur sempre un dramma (il Covid e il suo strascico di morte); purtroppo nessuno toglierà mai del tutto il fango che larghi spezzoni del giornalismo democratico, laico e antifascista, da Gad Lerne su Repubblica a Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano, hanno gettato su Regione Lombardia. In casi come questi neppure il silenzio (che spesso è d’oro) riuscirebbe a coprire la vergogna. E siamo pressoché certi che non si tratterà dell’ultima volta.
F.P.

