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++Pesenti (intensive Lombardia): ‘1 anno fa 1175 ricoverati Covid, oggi 340. Vaccinatevi’

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MILANO Lombardia, 18 ottobre 2020: ricoverati Covid negli ospedali 1.175, di cui 110 in terapia intensiva e 1.065 in area medica. Un anno dopo, stesso giorno: 340 ricoverati in totale, 52 in terapia intensiva e 288 in area medica.
 

“Sì, oggi lo scenario è diversissimo. Un anno fa di questi tempi cercavamo disperatamente di far aprire il più ampio numero possibile di posti letto, perché nei reparti i malati crescevano, eravamo all’inizio della seconda dolorosa ondata. Oggi la situazione nelle terapie intensive lombarde è tranquilla e gestibile. Certo, abbiamo ancora reparti dedicati a Covid. Bisogna continuare a vaccinarsi, perché se ci si vaccina non si finisce in terapia intensiva”. E’ il quadro tracciato all’Adnkronos Salute da Antonio Pesenti, direttore del dipartimento di Uoc Anestesia-Rianimazione del Policlinico di Milano.

Da coordinatore delle terapie intensive nell’Unità di crisi della Regione Lombardia per l’emergenza coronavirus, il medico ha vissuto i momenti più bui dell’emergenza. E oggi, dice, “siamo tranquilli, vorrei anche dire ogni tanto quasi soddisfatti, per numeri che in questo momento sono gestibili. Vediamo che la massima parte dei ricoverati, la quasi totalità dei malati, non sono vaccinati. E questo da un parte ci conforta perché vuol dire che i ricoverati vaccinati sono pochissimi, ma ci spinge a dire che bisogna continuare vaccinarsi”, ribadisce.

C’è un rischio di nuove varianti di Sars-CoV-2 che spaventa i reparti trincea? “Non sono in grado di esprimere giudizi su questa cosa – risponde Pesenti – Ma da quando è stato lanciato il vaccino, l’ho detto subito, e non solo io: è necessario vaccinare il mondo, altrimenti prima o poi può anche arrivare una variante contro cui i vaccini non sono efficaci e siamo punto e a capo”.

“Bisogna vaccinare il mondo contro Covid – ripete lo specialista – E
aggiungo anche che è necessario che ci prepariamo all’inverno con la più ampia copertura possibile anche della vaccinazione antinfluenzale.
Dobbiamo vaccinarci” contro i virus stagionali “come e più di tutti gli altri anni, perché non è finita”.

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