HomePoliticaTrump, Putin.. e la scuola della diplomazia sovietica

Trump, Putin.. e la scuola della diplomazia sovietica

Alle 21:00 del 15 agosto, ora italiana, si è tenuto in Alaska lo storico incontro fra Donald Trump e Vladimir Putin per trovare una soluzione definitiva alla guerra tra Ucraina e Russia.

Le trattative vanno avanti ormai da tempo senza soluzione.

Sarà questa la volta buona?

Il faccia a faccia tra i due presidenti è anche una ‘sfida’ tra due filosofie diverse di negoziazione politica: da una parte quella tipica del mondo del business a stelle e striscie di Trump e dall’altra quella di eredità sovietica forgiata dal KGB.

La diplomazia russa si basa sulla scuola di Andreij Gromyko (a sua volta allievo di Vyacheslav Molotov, ministro di Stalin), che dal 1957 al 1985 è stato l’indiscusso protagonista della dottrina sovietica.

Per sua stessa ammissione, in uno dei pochi momenti di verità, la tattica che adottava era basata su tre princìpi:

Chiedete il massimo, non abbiate vergogna di esagerare. Pretendete anche le cose che non vi sono mai appartenute.

Presentate degli ultimatum. Minacciate la guerra, non risparmiate le minacce, quindi proponete negoziati adattandoli alla situazione. Ci sarà sempre qualcuno, in Occidente, pronto ad abboccare all’amo.

Una volta iniziate le trattative, non cedete di un millimetro. I vostri interlocutori finiranno per concedervi una parte di quello che avete chiesto. Ma anche a quel punto, non firmate: spingete per ottenere di più e loro accetteranno. Quando avrete ottenuto la metà o i due terzi di ciò che non vi apparteneva, allora potrete considerarvi un diplomatico.

Di Gromyko aveva ‘terrore’ anche un mostro sacro come Henry Kissinger.

Puoi fare tuoi questi insegnamenti e, se le condizioni lo permettono, applicarli al tuo caso.

Per tutto il resto c’è il super pack di Fabbrica Politica

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Matteo Spigolon

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