In questi giorni la cittadina di Trescore Balneario è finita nelle cronache giornalistiche per l’accoltellamento di un alunno tredicenne alla sua professoressa di francese, un fatto davvero grave che ancora una volta dovrebbe mettere in allarme i genitori dei più giovani, giovanissimi che vivono nella realtà del web, che realtà non è, e che sfogano le loro paure, il disagio, le loro insicurezze dovute alla mancanza di punti di rifermento affettivi e non solo, compiendo atti di violenza, quasi si trattasse solo di un videogame. Ma se tralasciamo questo fatto deprecabile, il paese è un luogo che merita una bella gita domenicale.
Da sempre Trescore Balneario è stato il più importante centro della bassa val Cavallina. Abitato già in epoca preistorica, fu poi centro romano e, grazie alla sua posizione strategica all’imbocco della valle, divenne luogo di un importante sistema fortificato medioevale.
Oggi è un grosso borgo commerciale, artistico e termale. Le terme, le cui acque sulfuree furono inizialmente utilizzate dai Romani e più tardi anche dal noto condottiero Bartolomeo Colleoni, curano le patologie legate alle alte vie respiratorie, allergiche e non, e quelle dell’orecchio medio, compresi certi tipi di sordità.
Cuore della cittadina è piazza Cavour, l’antica sede del mercato sulla quale si affacciavano le case, i palazzi e le torri delle famiglie più importanti. Attualmente sono ancora visibili i resti di sei vetuste torri; nel vicolo Zenoni sorge la più antica, che risale all’XI secolo, mentre la Suardi si innalza ancora nella sua integra maestosità.
Il centro della piazza è occupato dalla neoclassica fontana Igea, il cui gruppo in marmo di Carrara, mostra la dea della salute risanare un infermo.
Sul lato est della piazza, all’inizio di via Locatelli, stanno i resti di vecchie botteghe che conservano ancora tracce di affreschi rinascimentali. Proseguendo si incontra la parrocchiale di San Pietro, visitata nel 1906 dal futuro papa Roncalli. Poco oltre una strada sale al Santuario della Madonna del Castello, un tempo meta di pellegrinaggio dei contadini che vi facevano benedire, nel mese di marzo, i loro utensili. Accanto alla chiesa è ciò che resta del maniero medioevale che dà nome alla collina. La vista da lassù è davvero splendida.
In paese, altro bell’edificio seicentesco è il Celati, accanto a cui sta la chiesetta di San Bartolomeo che custodisce affreschi quattrocenteschi. Ma al di là della piacevolezza del luogo, ciò che veramente spinge i visitatori a venire a Trescore, sono i bellissimi affreschi che nel 1524 Lorenzo Lotto dipinse nella trecentesca cappella Suardi, posta nel parco dell’omonima villa situata lungo la Statale. Le pareti mostrano profeti e sibille, santi e martiri, Santa Maria Maddalena, la Decapitazione di Santa Caterina d’Alessandria, ma soprattutto, le splendide ‘Storie di Santa Barbara’ un mirabile esempio della vita del tempo.
Ma Trescore, oltre alla terme, agli scorci, ai palazzi, alle ville e alle chiese, offre anche una buona cucina. Diversi sono i ristoranti nei quali si possono assaggiare le specialità locali; tra questi ‘La Trattoria della Conca Verde’ offre pappardelle al ragù di anatra, luccio con salsa verde alle acciughe e polenta, cuore di filetto di baccalà alla mediterranea e polenta di mais bianco e poi tra i dolci, flan di cioccolato fondente e crema di cioccolato bianco.
I miei romanzi storici li trovate nelle librerie, on line e nelle biblioteche
A cura di Luciana Benotto


















