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Spaccio nei boschi tra Lonate Pozzolo e Cuggiono e tentato omicidio di un pusher: arrestate sei persone

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LONATE POZZOLO/CUGGIONO Sei persone sono state arrestate dai carabinieri con l’accusa di gestire un vasto giro di spaccio nei boschi, tra Lonate Pozzolo (Varese) e Cuggiono (Milano). Si tratta di quattro italiani, due uomini e due donne, accusate anche del tentato omicidio di un pusher, un marocchino e un albanese, bloccati all’alba di oggi da un blitz dei carabinieri, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Busto Arsizio (Varese).

Secondo le indagini dei militari bustocchi, il gruppo aveva un giro di spaccio di hashish, cocaina ed eroina nei boschi dell’hinterland milanese. Durante le indagini, condotte anche con la collaborazione della squadra mobile di Biella, è emerso che una coppia di italiani, aiutati da un cittadino albanese, aveva dato avvio a un fiorente traffico di droga, rifornendo di consistenti quantitativi di stupefacente, tra gli altri, il marocchino vittima di aggressione e la sua compagna, che si occupavano poi dello spaccio al dettaglio nelle zone boschive dell’hinterland milanese e del Basso Varesotto.

Le forniture di stupefacente erano di tale rilievo che i due spacciatori, per come emerso dall’indagine, in circa sei mesi, tra luglio 2020 e gennaio 2021, avevano accumulato, nei confronti della coppia e dell’uomo albanese, un debito non inferiore a 30mila euro che, per motivi non del tutto chiariti, non avevano rispettato, scatenando la reazione violenta dei fornitori. Se da un lato le indagini forniscono conferma del sempre piu’ frequente rischio di spirali violente cui può portare il fenomeno come danno prova i recenti casi di omicidi e ferimenti, colpi d’arma da fuoco di cittadini di origine magrebina, offrono, dall’altro, dimostrazione della efficace e precisa azione di contrasto delle forze di polizia della provincia di Varese e della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, che sullo specifico fronte ha di recente istituito un “Osservatorio Permanente” quale strumento di coordinamento e raccordo di tutte le evidenze di indagine sul tema.

Il fine ultimo è quello di delineare un sempre aggiornato quadro di situazione delle emergenze e delle criticità, per adottare adeguate iniziative investigative e per meglio direzionare/calibrare le attività in corso. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati trasportati al carcere di Busto Arsizio e Como a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.

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