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Sanità, denuncia del GIMBE: ‘Solo il 41% degli Italiani ha aderito al fascicolo elettronico’

Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) non convince tutti gli italiani. “Al 31 agosto 2024 (per il Friuli Venezia Giulia i dati sono al 31 marzo 2024), solo il 41% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione dei propri documenti sanitari da parte di medici e operatori del Servizio sanitario nazionale”.

La forbice tra regioni è ampia: “L’adesione varia dall’1% in Abruzzo, Calabria, Campania e Molise all’89% in Emilia Romagna”. Al Sud “solo la Puglia con il 69% supera la media nazionale”. Al Centro, il Lazio è all’8%. Al Nord, la Lombardia si posiziona un gradino sopra la media (65%).

E’ quanto emerge da un’analisi condotta dalla Fondazione Gimbe sulla completezza e l’utilizzo del Fse, presentata al 19esimo Forum Risk Management di Arezzo. Ma chi ha aderito al Fse, quanto lo usa? Tra giugno e agosto 2024 (per il Fvg gennaio-marzo), considerando coloro per i quali nello stesso periodo è stato reso disponibile almeno un documento nel fascicolo – si legge nel report – solo il 18% dei cittadini ha consultato il proprio Fse almeno una volta.

Anche in questo caso le differenze regionali sono significative: si passa dall’1% di utilizzo nelle Marche e in Sicilia al 50% della provincia autonoma di Trento. Al Sud il tasso di utilizzo è generalmente molto basso, con percentuali pari o inferiori al 3%, fatta salva la Sardegna che raggiunge il 10%. L’unica eccezione positiva è rappresentata dalla Campania, che con il 18% si allinea alla media nazionale.

“La limitata espressione del consenso da parte dei cittadini, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno – commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – evidenzia l’urgenza di infondere una maggiore fiducia nella popolazione. E’ fondamentale rassicurare i cittadini sulla sicurezza dei dati personali e sull’utilità concreta del Fse. Senza un intervento mirato in questa direzione, gli sforzi compiuti dai servizi sanitari regionali rischiano di essere vanificati”, avverte.

Anche “il limitato utilizzo del Fse da parte dei cittadini, particolarmente evidente nelle regioni del Sud – osserva – sottolinea l’urgenza di investire in alfabetizzazione digitale. Questa è una condizione imprescindibile per realizzare una trasformazione digitale efficace, che trova nell’utilizzo del Fsa uno strumento fondamentale”.

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