MILANO “Conte non sta andando fino in fondo, Conte sta più banalmente andando a fondo. E trascina nell’abisso i pochi che gli sono rimasti vicini. La cosa drammatica è che questa scelta masochista fa male anche all’Italia, alle imprese, alle famiglie e non solo ai Cinque Stelle”.
Lo dice Matteo Renzo leader di Italai Viva in una intervista al “Corriere della Sera”. “Molteplici ragioni spiegano questa involuzione: invidia, frustrazione, miopia politica, cinismo, paura. Ma la principale di tutte è che la politica è un’arte nella quale non ci si improvvisa. Se non sei capace, non sei capace. Punto. Puoi vincere un biglietto alla lotteria e fare il premier come accaduto a Conte. Ma poi la realtà ti presenta il conto e se non hai visione politica prima o poi la gente se ne accorge” ribadisce. Renzi che sulla raccolta di firme per un Draghi bis, aggiunge: “La petizione ha fatto il botto. Mentre ci parliamo siamo a quota 80 mila firme, un risultato che sembrava impossibile anche a noi. Io non mi impicco alle formule. Dico Draghi bis perché secondo me questa sarebbe la soluzione più efficace per i prossimi dieci mesi. Ma quello che è importante è che Draghi stia a Palazzo Chigi. E che venga in Aula senza fare trattative stile Prima Repubblica o vertici di pentapartito: deve fare un elenco prendere o lasciare. Voglio vedere chi si assume la responsabilità di sfasciare tutto”.
QUI LEGA
“Io non voglio trovarmi in un governo che tiri a campare. Piuttosto che vivacchiare è meglio andare ad elezioni”, che “in democrazia sono una cosa normale”. Così in un’intervista a Libero il vicesegretario della Lega, Lorenzo Fontana. “Si va verso una situazione davvero complicata e difficile, in cui servirebbero intelligenza, coraggio e una stabilità politica non indifferente. Ma noi purtroppo ci troviamo a che fare con partiti come i 5 Stelle e non solo”, dice Fontana, rivendicando che nell’estate 2019 “avevamo già sottolineato che era difficile riuscire governare con un partito che si basava sui ‘no’ e poco sulla proposta politica. Adesso se ne accorgono tutti”. Ma “anche le provocazioni del Pd – sottolinea il vicesegretario della Lega – non sono certo state secondarie nel minare questa maggioranza. Insomma, ci troviamo alla fine di una legislatura ed è chiaro che ci sia nervosismo sia fra i parlamentari che nei partiti: governare nei prossimi mesi non sarebbe stato comunque facile. Poi però nel momento in cui il M5s, che fino a poche settimane fa era il partito di maggioranza relativa, ha cominciato ad avere un atteggiamento di questo tipo, penso che anche Draghi abbia capito, in maniera intelligente, quanto sia complicato se non impossibile andare avanti”. Che il presidente del Consiglio confermi o meno le sue dimissioni mercoledì “di sicuro non si può andare avanti come se nulla fosse accaduto. Lo diciamo chiaramente: per noi fare un governo con la stessa maggioranza è impossibile”, conclude l’ex ministro della Famiglia.


