HomeCulturaRai Teche celebra i 100 anni di Walter Chiari

Rai Teche celebra i 100 anni di Walter Chiari

L’8 marzo di cento anni fa nasceva Walter Chiari (nome d’arte di Walter Annichiarico, Verona 1924 – Milano 1991), uno dei più grandi talenti della scena italiana, volto-simbolo del varietà televisivo, soprattutto quello “classico” dell’epoca del bianco e nero. Rai Teche lo celebra proponendo su RaiPlay la collezione “Walter Chiari Show” (www.raiplay.it/collezioni/walterchiarishow), con alcuni dei più importanti titoli che lo hanno visto protagonista sul piccolo schermo a partire dalla fine del decennio ’50: tra questi, sarà per la prima volta disponibile su piattaforma “Za-bum” (www.raiplay.it/programmi/za-bum), trasmissione del 1964 del regista Mario Mattoli, maestro del teatro di rivista e del cinema popolare.

Proprio da questo mondo, del resto, arrivava Walter Chiari, fattosi conoscere dapprima sui palcoscenici italiani per le sue spiccate capacità istrioniche e d’improvvisazione, e ben presto anche sul grande schermo con numerose pellicole, soprattutto di genere comico ma non solo: basti ricordare un film d’autore come “Bellissima”, capolavoro di Luchino Visconti.

L’approdo in televisione risale al 1958, con “La via del successo”, dieci puntate nelle quali, compensando ampiamente l’inesperienza davanti alle telecamere con l’assoluta padronanza degli strumenti teatrali, portò alla nuova vastissima platea alcuni dei suoi migliori numeri: su tutti, i duetti con la vecchia spalla Carlo Campanini, tra i quali il memorabile “sarchiapone” o lo sketch dei fratelli De Rege. Era l’inizio di una carriera brillantissima che condusse Chiari a presentare i più importanti varietà del sabato sera televisivo, da “Canzonissima” al leggendario “Studio Uno”, quest’ultimo forse il massimo esempio dell’intrattenimento di qualità negli anni ’60.

Il padre del programma, il grandissimo Antonello Falqui, affidò a Walter Chiari il ruolo principale nel cast dell’edizione 1962/63, presente con un posto d’onore all’interno della collezione. È questo il periodo in cui l’attore affina in particolare la sua straordinaria arte del monologo, di cui dà prove d’eccezione anche in trasmissioni apparentemente minori.

È il caso di “Alta pressione” (1962), programma rivolto ad un pubblico di giovanissimi con la regia innovativa dello “sperimentatore” Enzo Trapani, o più tardi di “Aiuto, è vacanza!” (1969), varietà diretto da Eros Macchi per la programmazione estiva.

Gli spumeggianti interventi solistici di Chiari tengono incollati gli spettatori allo schermo con la semplice forza della parola e della mimica, affrontando a ruota libera i più diversi spunti di costume per una satira sociale leggera ma non priva di mordente: un taglio, a ben guardare, poco praticato dalla tradizione comica italiana e che fa di Walter Chiari un anticipatore del filone di derivazione americana della stand-up comedy, oggi ampiamente diffuso anche nel nostro Paese.

Notevoli esempi del virtuosismo di Chiari nel dilungarsi in questi inarrestabili soliloqui sono proprio nel già citato “Za-bum”, le cui cinque puntate venivano sempre chiuse da un monologo a tema di una decina di minuti: nell’ultima lo strepitoso finale si protrasse per ben 17 minuti e mezzo, proprio a causa del “vizio” dell’artista di sforare i tempi previsti grazie alla sua bravura, incurante delle regole del palinsesto.

Gli anni ’70 segnarono invece per Walter Chiari l’inizio del declino, anche a causa delle note disavventure giudiziarie. Non mancano però, malgrado si fosse ormai conclusa la stagione televisiva che lo aveva visto tra le maggiori star del firmamento Rai, un paio di considerevoli zampate di questo vecchio leone della scena comica, impossibile da ingabbiare: in particolare, la co-conduzione, al fianco di Ornella Vanoni, del varietà di Falqui “L’appuntamento” (1973) e la partecipazione alla seconda stagione di “Fantastico” (1981/82), il nuovo grande show creato dal genio di Trapani per il decennio ’80.

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