HomePoliticaProgetto Magenta già al lavoro per le elezioni. La 'suggestione' Salvaggio

Progetto Magenta già al lavoro per le elezioni. La ‘suggestione’ Salvaggio

Chi nel centrodestra si ‘agita’ pensando che tra un anno a questa parte lo scenario politico magentino potrebbe portare allo ‘scontro’ tra due blocchi può stare tranquillo.

Almeno per il momento, per le nostre fonti come Ticino Notizie – e sono piuttosto affidabili – l’idea che il centrosinistra si presenti unico e compatto ‘imbarcando’ anche Silvia Minardi, leader ormai da anni dell’iniziativa civica di Progetto Magenta, ci dicono che questo scenario è privo di ogni fondamento.

Le ragioni? Beh sono diverse. In primis, la coerenza politica della Prof.ssa del Quasimodo. Che di fatto all’epoca della candidatura a Sindaco di Marco Invernizzi fu messa in un angolo nel PD.
Da lì la scelta che sarebbe maturata nel giro di pochi mesi di un percorso in proprio che è ancora vivo e vegeto a distanza di diversi anni.

Perché mai allora la Minardi dovrebbe perdere la faccia e mischiarsi un PD che ormai da tempo si è arroccato su posizioni massimaliste con un’autentica “restaurazione” che ha riportato in auge personaggi come Giuliana Labria, Carlo Acri o lo stesso Andrea Friggi più vicini alla falce e martello rispetto a quella che era l’idea originaria che ha generato i ‘Dem’?

Insomma, anche a volerla mettere sul piano dell’opportunismo politico Minardi – che non è affatto detto che nel 2027 giochi ancora in prima linea, ma potrebbe essere semplicemente la regista di questo percorso politico intrigante – avrebbe tutto da perdere.

Perché sa bene che in un ipotetico duello Cdx VS Csx a Magenta vincerebbe ancora Luca Del Gobbo. Sempre che sia lui ancora il candidato sindaco del Cdx. Ad oggi di sicuro dobbiamo ragionare così, anche perchè il Primo cittadino ha confermato il suo progetto e il suo impegno per dare continuità al ‘Rinascimento Magentino’.

Ma è chiaro che Del Gobbo in caso di una chiamata da parte di Forza Italia per un seggio in Parlamento o perché no, ancora in Regione Lombardia, non potrebbe certo dire di no.

Stiamo però ai fatti di oggi. E quindi l’idea di Minardi, sempre ambiziosa e strategicamente interessante, continua ad essere quella di un Progetto Magenta ago della bilancia che spariglia le carte. In che modo?

Semplice con la costruzione possibile di più liste civiche di sostegno. Lo schema è quello, ormai consolidato. Una che guarda al centrodestra – come già fu l’altra volta con l’appoggio esterno del sindaco di Corbetta Marco Ballarini e la presenza di figure chiaramente riferibili al mondo del centrodestra – e una (questa è la novità più interessante) che guarda a quella parte moderata del centrosinistra che, di fatto, il nuovo corso del PD ha ‘epurato’ a tutti gli effetti.

Basta dare un’occhiata ad alcuni personaggi di peso del PD e si capisce che oggi fanno fatica a ritrovarsi in questa situazione. Sbattuti in panchina, messi ai margini del partito nonostante all’ultimo giro abbiano raccolto una vagonata – è davvero il caso di dirlo – di preferenze.

Ovviamente ogni riferimento ad Enzo Salvaggio non è per nulla casuale. Quindi, anche se al momento è solo una suggestione, potrebbe starci che Salvaggio che finora si è comportato da buon soldato, decida di dare voce a tutto quel mondo del cattolicesimo democratico che oggi non ha diritto di cittadinanza in questo PD e a Magenta ha perso i riferimenti.

Peraltro Salvaggio sarebbe un nome di peso al quale si accoderebbero tutti quelli che pur non votando per il centrodestra di sicuro non hanno simpatie per questa deriva di sinistra centro imboccata dagli ormai ex ‘dem’…. Le grandi manovre sono iniziate prossimi mesi ci diranno dove porteranno.

MA SALVAGGIO ANCHE DA SEPARATO IN CASA RESTA FEDELE ALLA LINEA:

“Sinceramente mi spiazzi perché è proprio una cosa a cui non sto pensando ho fondato il Pd a Magenta nel 2007 e l’ho sempre trovato un luogo dove poter lavorare per il bene dei miei concittadini che è la cosa che ho più cara”.

Questa la testuale risposta che ci ha dato Enzo Salvaggio rispetto a quella che oggi è solo una suggestione, ovvero, una sua lista civica a sostegno di Progetto Magenta.

Salvaggio con queste parole ha dimostrato cosa significa in politica il senso della parola data e la fedeltà. Valori d’altri tempi in un Paese dove il trasformismo politico non è certo un’eccezione…

Insomma, Enzo per il momento non si muove. Il PD è la sua casa perché ha contribuito a costruirla e anche se lo hanno costretto a vivere da ‘separato in casa’ resta dov’è.

Peraltro, l’ultimo stralcio della sua dichiarazione è molto significativa “un luogo dove poter lavorare per il bene dei miei concittadini che è la cosa più cara”. Insomma, al momento, il buon Enzo la vede così. Chapeau. Guarda al fine più alto. Ma è anche vero che per fare il bene dei propri cittadini non è necessario, per forza di cose, indossare una casacca di partito…
Come si dice a Magenta e dintorni… vidarem.

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