Non è certo passata inosservata la presenza a Magenta, ieri pomeriggio, nei pressi della Via Manzoni, in pieno centro storico, della Iena Nina Palmieri. La popolare giornalista de Le Iene, nonostante non abbia né smentito, né confermato, era in città per realizzare un servizio sull’omicidio di Fabio Ravasio (vedi foto sopra).
Nina infatti insieme alla sua troupe si trovava praticamente dirimpetto al negozio Mail Boxes Etc di cui il povero Fabio era titolare.
Esiste un legame tra questo efferato omicidio e la popolare trasmissione di Italia 1. E riguarda la richiesta formale, avanzata dalla trasmissione di Mediaset, di poter entrare nell’aula del Tribunale di Busto Arsizio con le proprie telecamere per filmare e documentare le fasi del processo.
Nello scorso luglio, durante uno dei filoni processuali che vede coinvolti i familiari e i complici della mente del delitto, la brasiliana Adilma Pereira Carneiro (soprannominata la “Mantide di Parabiago”), il Pubblico Ministero, le parti civili e gli avvocati difensori si erano opposti in modo compatto alla presenza dei nostri colleghi d’assalto, portando i giudici a negare il consenso per le riprese video all’interno dell’aula.
Una decisione che obiettivamente aveva fatto molto discutere e che è andata a nostro avviso anche contro il sacrosanto diritto di cronaca. Ma tant’è.
Le Iene non si fermano certo per così poco. Soprattutto per una vicenda che se è pur vero che è arrivata ad una sentenza di primo grado in cui Adilma Pereira Carneiro e i suoi più stretti complici organizzatori, tra cui in primis il magentino Marcello Trifone, sono stati condannati all’ergastolo, lascia aperti sullo sfondo molti misteri.
A partire dai presunti riti di magia nera (Candomblé) e la riapertura dei casi legati alla morte sospetta di due precedenti mariti della donna. Insomma c’è ancora tanto lavoro, soprattutto per Le Iene. E siamo certi che andranno fino in fondo.













