HomeCronacaOggi la XIII esima Giornata nazionale prevenzione dello spreco alimentare

Oggi la XIII esima Giornata nazionale prevenzione dello spreco alimentare

In occasione della Tredicesima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, dedicata quest’anno al tema #2030Calling e all’obiettivo di dimezzare lo spreco entro il 2030 in linea con il Goal 12.3 dell’Agenda ONU, PlanEat sceglie una strada controcorrente. In un contesto economico in cui i prezzi delle materie prime alimentari sono aumentati in modo consistente incidendo direttamente sulla spesa quotidiana delle famiglie e sui costi sostenuti dalle aziende, PlanEat – la startup italiana che combatte lo spreco alimentare attraverso la pianificazione dei pasti e la produzione su ordinazione – sceglie una strada controcorrente: mantenere i prezzi invariati, o con ritocchi minimi, senza scaricare gli aumenti sui clienti.

In questo quadro si inserisce anche l’iniziativa che PlanEat presenterà il 3 marzo 2026 a Roma presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, con il sostegno dell’onorevole Maria Chiara Gadda, dedicata al tema della prevenzione dello spreco e della sostenibilità nella ristorazione collettiva e nelle mense scolastiche.

Il sistema PlanEat contro il caro carrello: pianificazione della spesa e zero sprechi

Secondo i dati di Euroborsa[1], da ottobre 2021 a ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%, un’accelerazione senza precedenti che ha reso la spesa alimentare quotidiana significativamente più cara per famiglie e aziende.

Negli ultimi tempi, infatti, il caro materie prime ha messo sotto pressione l’intero settore food, con rincari che si riflettono sui listini finali. Molte realtà hanno dovuto rivedere i propri prezzi, mentre PlanEat ha scelto di assorbire parte degli aumenti, intervenendo solo in modo molto limitato dove strettamente necessario.

La decisione di PlanEat di mantenere i prezzi invariati, o con ritocchi minimi, senza scaricare gli aumenti sui clienti, è possibile, grazie al modello di pianificazione, prenotazione anticipata e acquisti mirati, che permettono di utilizzare solo le materie prime realmente necessarie. Un sistema su cui PlanEat è in continuo miglioramento. Ma il risparmio generato all’utente è garantito dal fatto che pianificare significa non acquistare prodotti che altrimenti non acquisteresti. Questo è il vero strumento per combattere il carovita. Un metodo che PlanEat applica sia nella spesa online per i consumatori, sia alla pausa pranzo di aziende, mense e realtà di ristorazione collettiva. Un approccio che non genera benefici solo economici, ma consente anche di rendere misurabile l’impatto delle scelte alimentari, in termini ambientali, di equilibrio nutrizionale e di benessere complessivo.

La scelta di PlanEat si inserisce in un contesto più ampio, fotografato dal report dell’Osservatorio internazionale Waste Watcher[2] del 25 settembre 2025.

I dati mostrano come lo spreco alimentare continui a rappresentare un costo economico rilevante per il sistema: ogni italiano spreca in media 555,8 grammi di cibo a settimana, mentre a livello globale vengono sprecate 1,05 miliardi di tonnellate di cibo all’anno; se si considera che il costo medio del cibo è di circa 5 euro al kg, significa che ogni anno nel mondo vengono “bruciati” 5 miliardi di euro. Lo spreco non è quindi solo una questione ambientale o sociale, ma un fattore che incide direttamente sull’efficienza della filiera e, di conseguenza, sui prezzi finali. In un sistema già sotto pressione per l’aumento dei costi delle materie prime e per le tensioni internazionali, ridurre inefficienze e perdite diventa una leva concreta per contenere i rincari.

PlanEat: da piattaforma per fare la spesa, a strumento che modifica le scelte alimentari delle persone. Il ruolo virtuoso dei nudge

Accanto a questa scelta economica, il modello PlanEat ha continuato a evolversi. Oggi non è più solo una piattaforma per la pausa pranzo o per la gestione della spesa quotidiana, ma un sistema che consente di rendere misurabile l’impatto reale delle scelte alimentari delle persone.

Accanto al risparmio economico generato dall’eliminazione degli sprechi, PlanEat integra infatti una dimensione valoriale più ampia, che riguarda l’impatto ambientale delle scelte alimentari, la qualità e l’equilibrio dell’alimentazione e il benessere complessivo delle persone e del sistema nel suo insieme. Un approccio che lega sostenibilità, salute e responsabilità individuale, andando oltre la semplice ottimizzazione dei costi.

“I rincari delle materie prime sono sotto gli occhi di tutti”, commenta Nicola Lamberti, fondatore di PlanEat. “Noi abbiamo scelto di non trasferire automaticamente questi aumenti sul cliente, perché il nostro modello nasce proprio per togliere costi inutili: pianificare, acquistare solo il necessario, produrre solo ciò che verrà consumato. Ridurre lo spreco significa ridurre anche gli sprechi economici e oggi questo fa la differenza per famiglie e aziende”.

I contatori PlanEat: come viene calcolato il risparmio di CO2, terreno e acqua

PlanEat, ha ideato un sistema di contatori per misurare il proprio contributo verso il pianeta. I contatori, elaborati e certificati dal Dipartimento Economics and Management dell’Università di Pavia, sono aggiornati quotidianamente e automaticamente, grazie ad un algoritmo reimpostato, in base alle spese effettuate sul profilo personale dell’utente. A livello aggregato, secondo l’ultima rilevazione fatta che somma tutte le spese effettuate sulla piattaforma dalla nascita a oggi, da privati e aziende, sono state 115 le tonnellate di cibo complessivamente “salvate” dalla pattumiera, il che equivale, in termini di risparmio di Co2, a 293 tonnellate di CO2, in termini di acqua a 67 milioni di litri di acqua non utilizzati e in termini di terreno a 1,2 milioni di mq di terreno risparmiati per produrlo.

La premessa che sta alla base del modello di risparmio messo a punto da PlanEat è che tutto il cibo acquistato tramite la piattaforma non viene sprecato. Questo perché tramite la pianificazione e la prenotazione in anticipo si riesce a comprare esattamente la quantità di materie prime necessaria, senza nessuna eccedenza, e perché gli ingredienti forniti alle famiglie per cucinare le ricette vendute su PlanEat sono già nella esatta quantità necessaria per il numero di porzioni acquistate. A rendere possibile questo equilibrio è la digitalizzazione della cucina. All’interno del laboratorio di Casarile, provincia di Pavia, dove si producono i kit e i piatti pronti, la produzione è divisa in cucina, aree di porzionatura, area di check, lavaggio. Tutte le aree sono munite di sistemi RaspberryPi che, in comunicazione con il sistema in cloud, permettono di gestire al meglio le forniture (ottimizzazione degli acquisti attraverso un sistema di analisi delle materie prime necessarie alla produzione giornaliera per privati e aziende, che permette di acquistare ogni giorno solo il necessario ad evadere gli ordini, evitando spreco di materiali ed economico); la cucina, per cui le preparazioni comuni sono raggruppate per ottimizzare i processi in cucina, con dettaglio delle quantità e dei tipi di preparazione/cottura richiesti; le postazioni di porzionatura: gestione dei pacchetti da preparare con visualizzazione a video dei i relativi ingredienti e dettaglio delle quantità; l’area di check, ovvero controllo finale dei contenitori per privati e aziende, per verificare il contenuto degli ordini e organizzarne il raggruppamento al fine di ottimizzare le consegne; e infine il lavaggio, cioè tracciamento dei contenitori rientrati, che vengono igienizzati e resi disponibili per i nuovi utilizzi. Casarile nasce per essere un laboratorio per PlanEat in cui sperimentare l’efficacia del software, anticipando gli ostacoli e individuando le soluzioni in anticipo in modo da fornire al cliente un prodotto validato.

[1] https://euroborsa.it/Inflazione-alimentare-record.aspx?

[2] https://www.sprecozero.it/wp-content/uploads/2025/09/WWI25_25settembre2025-pdf.pdf

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