E’ stato arrestato, con ordinanza
di custodia cautelare in carcere firmata dalla gip di Milano
Manuela Castellabate, il presunto fornitore di armi dell’ormai
ex capo ultrà della curva Nord interista e da quasi due anni
collaboratore di giustizia, Andrea Beretta.
Stando alle indagini della Dda di Milano, con il pm Paolo
Storari, e della Squadra mobile della Polizia in un filone della
maxi inchiesta sulle curve di San Siro, Ivan Davide Bittolo, 49
anni, professione ristoratore e ora in carcere, nel 2024, “in
concorso con persona non identificata”, avrebbe rifornito
Beretta di armi anche “da guerra”, tra cui tre bombe a mano “a
frammentazione” di “produzione jugoslava” e una pistola
“revolver”.
Quelle armi sarebbero parte del grande arsenale,
riconducibile a Beretta, che era stato trovato nel novembre di
due anni fa in un magazzino a Cambiago, nel Milanese, e
composto, tra l’altro, da kalashnikov, bombe e proiettili. Due,
secondo le indagini, sarebbero stati i “custodi delle armi”, tra
cui Cristian Ferrario, ultrà interista arrestato proprio quando
gli investigatori avevano trovato quel deposito.
L’arresto di Bittolo arriva dopo le dichiarazioni di Beretta,
che da tempo sta collaborando su vari fronti con gli inquirenti
milanesi, ma anche dell’altro ex capo ultrà interista, Marco
Ferdico, anche lui pentito da qualche mese. Ferdico a proposito
del 49enne ha messo a verbale: “Gli dava le armi a Beretta, però
questo me l’ha detto Beretta (…) era uno che trafficava con le
armi, se avevi bisogno di un’arma”. Per la giudice, il 49enne in
quel periodo era “inserito in contesti criminali” per “reperire
armi dall’elevatissima potenzialità”, offerte poi “sul mercato”.
Contesti anche “vicini alla ‘ndrangheta”. Ferdico a verbale ha
confermato che Bittolo “aveva il canale bulgaro e il canale
calabrese” per fare incetta di armi.













