― pubblicità ―

Dall'archivio:

Maxicentro di logistica a Pernate di Novara: gli abitanti dicono di NO

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

PERNATE NO – A Novara, dove oggi sorge il borgo di Pernate, oltre cinque secoli fa, nel 1513 per la precisione, si combatte’ una sanguinosa battaglia tra gli eserciti francese e svizzero. I rossocrociati la spuntarono e contribuirono a riportare Massimiliano Sforza a capo del Ducato di Milano, di cui Novara faceva ancora parte. Negli stessi luoghi oggi e’ in corso una battaglia politico-amministrativa che si annuncia altrettanto dura. E’ la battaglia che gli abitanti della frazione organizzati in un comitato, hanno ingaggiato per scongiurare l’insediamento di un maxi impianto di logistica di oltre un milione di metri quadrati, che sorgerebbe a pochi metri dall’abitato su terreni tuttora coltivati e definiti dagli agronomi “di pregio”. La questione dal punto di vista amministrativo e’ piuttosto complessa. Secondo il piano regolatore vigente quei terreni sono edificabili e destinati all’espansione dell’interporto Cim, che si trova nella stessa zona.

Tant’e’ che i proprietari dei terreni pagano da anni l’aliquota Imu delle aree costruite. Una previsione di Prg mai attuata: lo stesso interporto (dalla proprieta’ del quale il Comune e’ uscito due anni fa cedendo la sua quota ai privati) ha modificato il suo masterplan prevedendo l’espansione non piu’ verso est, ma verso nord, oltre l’autostrada, in direzione dello scalo ferroviario del Boschetto. Sull’area di Pernate, pero’, ha messo gli occhi un altro operatore del settore logistico, Develog, che ha elaborato un progetto che prevede un intervento da 1 milione di metri quadrati con 247 mila metri coperti.

 

Con una strategia ‘sottotraccia’, Develog, contattando singolarmente i proprietari degli appezzamenti di terreno interessati (molti dei quali non vivono in questa zona) ha acquisito la proprieta’ di quasi tutta l’area: novantacinque proprietari su 103 hanno firmato un preliminare di vendita.

Dopo una prima presentazione dell’iniziativa, un anno fa, tutto era ripiombato nel silenzio. Poi, d’improvviso, a fine gennaio, la giunta comunale ha approvato una delibera di adozione “in linea tecnica” del Piano Strategico di Sviluppo industriale redatto da CIM S.p.A e Develog 4 S.r.l. E questa e’ la novita’ essenziale: le due societa’ hanno ‘saldato’ i loro progetti di sviluppo. In altre parole, la nuova area logistica sara’ “connessa – si legge nel documento – direttamente alla struttura intermodale”. Il che, in parole povere, significa che – secondo l’amministrazione comunale – non sara’ necessario per autorizzare la realizzazione della nuova area, passare attraverso una variante di piano regolatore, “essendo -spiega all’AGI l’assessore all’urbanistica del Comune, Valter Mattiuz – anche questo ambito gia’ compreso nella destinazione intermodale e logistica”. E cioe’, il procedimento non prevedera’ alcun passaggio in consiglio comunale.

Il ‘Comitato per Pernate’, ovviamente, non e’ d’accordo e sta esaminando la possibilita’ di un ricorso a Tar. E intanto sta portando in piazza la protesta: ogni sabato mattina una manifestazione sotto le finestre del Comune, con un intenso tam tam sui social e una fervida attivita’ di informazione e divulgazione. La linea del Comitato e’ stata sposata in toto dalle opposizioni (Pd, M5S e una lista civica) in consiglio comunale, che hanno presentato una mozione per chiedere il ritiro della delibera di giunta

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

■ Prima Pagina di Oggi