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MAGENTA Finisce con una travolgente kermesse musicale (di cui vi parleremo domani) il pomeriggio che Achille Lauro ha trascorso con centinaia di studenti del Liceo Quasimodo di Magenta, in un teatro Lirico dove il livello di attenzione e partecipazione dei ragazzi è stato altissimo, per quasi tre ore.
L’evento lanciato dal celebre cantautore con la Fondazione H Care si è aperto coi saluti della professoressa ‘rock ‘ Veronica Spada. A seguire la dirigente scolastica Donata Barbaglia e il sindaco Luca Del Gobbo: “Grazie ad Achille Lauro, lo accogliamo in un teatro di grande storia e soprattutto nella Città della Musica, con novanta ragazzi che frequentano il Conservatorio. Un evento rivolto a voi, che siete i costruttori del futuro. Grazie alla Fondazione che ha puntato su questo format. Grazie anche all’assessore all’Istruzione Giampiero Chiodini che ha voluto fortemente che si potesse realizzare tutto quanto accade oggi”, ha cocluso.
L’incontro è quindi entrato nel vivo con Massimiliano Ventimiglia cofondatore di H Farm.
“Quello che accade oggi è nato da un incontro tra Achille Lauro e noi,video su H Farm. Siamo una realtà da 1500 studenti fra Treviso e Venezia: abbiamo ristoranti, centro sportivo; una sorta di campus in stile americano. Siamo appassionati di tecnologia. Da qui l’idea di andare nelle scuole. Abbiamo scelto due città, Milano e Roma, e tantissime scuole ci stanno scrivendo. Le tre parole di questi momenti sono Tour, orientamento e contest. Stanno succedendo cose incredibili, alcune eccitanti altre complesse. C’è abbondanza. Tutto ci pare possibile. Sta cambiando il lavoro e servirà un aggiornamento costante: oggi vorremmo semplicemente chiedervi quello che amate fare, che sai fare meglio, una lettera al futuro. Scrivete a voi stessi. Cosa starete facendo?
Blocco da foglio bianco? Parlateci di paure e ansie. CHI SOGNA VINCE”, ha concluso Ventimiglia lanciado un video.
Poco dopo le 15 è quindi arrivato sul palco del Lirico in abito e scarpe nere, e camicia bianca (l’artista è legato alla prestigiosa maison Gucci), lui, Achille Lauro. Che ha parlato a briglie sciolte, senza filtri e senza riserve, a un pubblico che l’ha seguito in silenzio dall’inizio alla fine. Ecco di seguito un estratto delle sue parole.
“Il successo non significa cura dell’effimero, significa lavorare duro, non spendere 50mila di euro di bottiglie in un locale. La realizzazione personale, di ciascuno dui voi, può anche significare costruirsi una famiglia, non essere una star. Sono figlio di gente onesta anche se ho vissuto in contesti difficili, ma sin dall’esordio volevo essere quello che sono oggi. Lavoro assieme ad un team, oggi facciamo direzione creativa di diversi progetti. Ci affianchiamo alle multinazionali per seguire album o canzoni: è un lavoro duro, corale ma appassionante.
Chi ha aiutato a sviluppare le mie passioni? Sono stato aiutato dagli amici, soprattutto mio fratello che ha cinque anni più di me. Ho cominciato a scrivere molto presto delle canzoni, ma è servito anche molto tempo per arrivare non dico al successo, ma a farsi ascoltare. Del resto il cosiddetto successo ha un percorso altalenante, si passa da fallimenti, si dorme poco. Tutti voi potete essere una grande storia, dovete capire chi siete. Devi VOLERE una cosa. Devi fare figure di merda, anche. Sono essenziali.
Il futuro stabile non si trova senza seguire la tua passione. Magari per fare il musicista dovrai fare il cameriere, è successo, succede e succederà. Chi si dedica di più alla propria passione? Quante ore dedichi a quello in cui credi? Serve sacrificio. Bisogna leggere, guardare film, studiare. Arricchirsi ti aiuterà ad esprimerti.
E l’umiltà…umiltà e genuinità sono doti essenziali, per gli artisti. I più importanti che ho incontrato nella mia vita e carriera sono così.
Serve accorgersi delle qualità che hai intorno.. Penso alla trap del 2015 del contesto milanese, per gli adulti è blasfemia, per voi ragazzi no. È stato il successo di un modello importato dall’estero, anche nel girare video in maniera diversa. Comunicare un progetto è molto importante, saperlo raccontare. Portando Me ne frego a Sanremo abbiamo pensato al concept artistico.
In quei momenti la comunicazione può diventare marketing, 600mila follower in più in 3 minuti ti cambiano la vita.
Bisogna provare senza aver paura di fallire. I timidi e gli introspettivi a scuola vengono spesso penalizzati, ma sappiate che i più grandi capi d’azienda del mondo sono così. Quindi siate voi stessi. Dedicate tempo a scrittura, lettira, guardate film, andate a vedere mostre, parlate con le persone, prendete appunti.
E ricordate che passione e dedizione valgono più del talento. Le cose migliori le ho fatte quando ho cominciato a parlare di me, come se fosse una terapia, per questo la scrittura è stupenda. Stare da soli è importante tanto quanto il confrontarsi, oppure la critica”.
Autentico, vero, per nulla incline a divulgare certe facilonerie che vanno per la maggiore, pur essendo pienamente parte di una scena (che include la cosiddetta musica trap, non nel senso del suo genere ma dell’epoca in cui vive), Achille Lauro ha portato sul palco del Lirico una sorta di rivoluzione gentile. Tesa a ricordare, a se stesso e agli studenti, che farsi il culo conta più di tutto. Mica Poco.
Fabrizio Provera
Le foto sono di Alessandro De Giuli
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