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Magenta: con Fucsina il Girotondo di Pierangelo Russo nella Basilica di san Martino

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MAGENTA A distanza di pochi giorni dalla scelta di Pantone di nominare il “Viva Magenta” colore dell’anno 2023, Magenta torna a celebrare il colore che porta il suo nome e lo fa attraverso l’opera “Girotondo” di Pierangelo Russo, riproposta in un nuovo allestimento “site specific” all’interno della centralissima Basilica di San Martino.
Il presidente di Fucsina, Eugenio Ceriani, ha dichiarato: “dopo il fugace passaggio autunnale presso la prestigiosa Canonica di Bernate, siamo orgogliosi di portare Girotondo in un altro luogo simbolo del magentino, omaggiando un’artista locale sorprendente che ha colto in pieno il messaggio di cui Fucsina si fa portatrice”. L’installazione dell’artista bernatese si compone di sei pannelli in legno disposti in cerchio, ciascuno dei quali contiene le sagome di due figure umane che, aprendosi, si danno la mano. Il visitatore è chiamato a entrare all’interno dell’opera e a interagire con essa, ritrovandosi circondato da una molteplicità di sagome ora opache ora riflettenti, incluso e moltiplicato in una visione caleidoscopica di sé stesso e dei frammenti del raffinato ambiente circostante. Dodici figure mezze vuote e mezze piene, di colore Magenta, lo accompagnano infatti in un girotondo, simbolo per eccellenza dell’inclusione: le immaginiamo danzare sul ritmo della celebre filastrocca dall‘origine antica e dal significato per certi versi inquietante e sconosciuto ai più. L’opera, nella sua apparente semplicità, pone tuttavia alcuni interrogativi e spunti di riflessione. Cerchio e inclusione sono sinonimi assoluti di positività? L’inclusione e l’aggregazione sono necessariamente azioni buone, in sé? Ogni volta che si crea un cerchio non è anche vero che si crea un dentro e un fuori e quindi un confine, ovvero un limite? In natura molti animali cacciano in gruppo e sono soliti circondare le prede, prima dell’attacco: l’unione fa quindi la forza e, in generale, ogni cerchio possiede intrinsecamente un carattere di potere. Il farne parte (fin da piccoli entriamo ed usciamo da cerchi piccoli e grandi: a scuola, tra gli amici, sul lavoro…) se da un lato sviluppa il senso di appartenenza e l’identità collettiva, dall’altro esclude chi ne resta fuori, con conseguenze sociali a volte drammatiche, basti pensare al fenomeno del bullismo o alle emarginazioni di varia natura. Il cerchio di Russo lascia però spazio alla speranza, con un varco aperto attraverso il quale si è invitati ad entrare per (ri)scoprire sé stessi riflessi negli altri e mettersi in discussione. I nostri bisogni sono infatti comuni a tutto il gruppo e un’azione è socialmente vantaggiosa solo quando porta un beneficio a tutti, a chi è dentro al cerchio e a chi rimane fuori. L’artista si domanda, in definitiva: “È forse l’amore l’ingrediente necessario che riempie di significato il cerchio e che poi sconfina dai suoi limiti?”. Don Giuseppe, parroco di Magenta, ha commentato: “Sono due le suggestioni ispirate da questo girotondo, per me. La prima: è un girotondo aperto, ovvero è un invito a ciascuno di noi ad entrare e, una volta entrati e specchiati in noi stessi, a porsi la domanda, suggerita ieri dall’Arcivescovo nel discorso alla città di Milano per Sant’Ambrogio: e gli altri? dove sono? Si può quindi ri-uscire, prendere l’”altro” per mano e accompagnarlo dentro. La seconda: questo girotondo ha un “centro”. Intuiamo subito tutti che non posso essere io il centro, non puoi esserlo nemmeno tu, ma soltanto Colui che è disceso dal Cielo per condividere tutto della nostra vita ed è salito sulla Croce per ricordarci: «Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32)”.

 

 

L’opera è stata presentata per la prima volta a settembre a Vigevano (PV), durante il Festival delle Trasformazioni e nell’ambito della mostra “Inclusioni”, prodotta dall’associazione Evuz Art di cui l’artista è membro. L’opera è stata poi riproposta nella cornice della rassegna “Un weekend di talenti” promossa dal Consorzio dei Navigli presso la Canonica di Bernate Ticino (MI).

Pierangelo Russo (Milano, 1954) è un’artista poliedrico i cui interessi spaziano dalla pittura al teatro, passando per la ceramica Raku e la poesia. L’installazione “Open your Mind” esposta alla Biennale di Firenze su invito di Fortunato d’Amico, curatore di Michelangelo Pistoletto, ha di recente trovato collocazione stabile all’interno dell’Ospedale Fornaroli di Magenta.

 

*** Soggetto promotore: Fucsina, in collaborazione con la Comunità Pastorale di Magenta Patrocini: Comune di Magenta, Consorzio dei Navigli S.p.A. Sponsor: Lacos Group Associazione Fucsina | www.fucsina.it

 

Fucsina, associazione nata il 31 dicembre 2020, parte dalla storia dei luoghi e dalla teoria dei colori per far riscoprire la forza di un’identità collettiva legata al colore – famoso in tutto il mondo – a cui la città di Magenta dà il nome. L’associazione vuole coinvolgere e stimolare il territorio, i suoi abitanti ed i visitatori con progetti, eventi ed iniziative artistico-culturali che, passo dopo passo, andranno a costruire la “Via del Colore”: allo stesso tempo un percorso verso la bellezza e un manifesto per la rigenerazione e la promozione turistica di un territorio tanto prezioso quanto strategico per la grande Milano. La missione di lungo termine è la creazione del brand “Magenta Città del Colore” anche attraverso l’istituzione di un Museo Internazionale dei Colori. Le attività di Fucsina sono patrocinate da IED – Istituto Europeo di Design.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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