HomeCronacaLombardia sempre più povera: in 5 anni aiuti alimentari aumentati del 25%

Lombardia sempre più povera: in 5 anni aiuti alimentari aumentati del 25%

Nel periodo dal 2019 al 2023 il numero complessivo di persone che hanno ricevuto aiuti alimentari in Lombardia è aumentato del 25,3%, passando da 210.361 a 263.634, un aumento in termini assoluti di +53.273 unità. Le persone aiutate dal Fead (Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti) rappresentano il 3.7% della popolazione regionale a fronte di una percentuale di persone in povertà assoluta dell’8.7%, il dato peggiore di tutte le regioni del Nord.

Rispetto ai minori di 15 anni, quelli raggiunti dagli aiuti alimentari sono stati 79.727 (2021), 72.727(2022) e 80.358 (2023). Sempre rispetto ai dati Fead, a differenza della crescita registrata in Lombardia, le persone raggiunte dagli aiuti alimentari a Milano sono diminuite da 156.288 nel 2021 a 62.157 nel 2023, registrando in quest’ultimo anno un calo di oltre il 60%. Nel 2023 sono 4,9 milioni gli italiani – l’8,4% della popolazione over 16 – che non hanno potuto permettersi un pasto completo ogni due giorni.

L’impossibilità di mangiare fuori casa con parenti o amici almeno una volta al mese ha riguardato invece 2,9 milioni di persone, cioè il 5,8% degli italiani sopra i sedici anni. Una crescita di un punto percentuale dei tassi di deprivazione materiale e sociale, 500mila persone per ciascun indice rispetto al 2022 e un’inversione di tendenza dopo anni di calo. A salire del 40% sono anche gli aiuti alimentari distribuiti negli ultimi 5 anni.

In controtendenza rispetto al dato nazionale in crescita, la Lombardia che nel 2022 ha fatto registrare un tasso di deprivazione alimentare materiale e sociale ancora in calo, pari al 5,5%, ma dimezzata rispetto al 9,5% del 2021 e al 9,9% del 2019 (prima della pandemia). Meglio della Lombardia solo le province autonome di Bolzano (1,3%) e Trento (4.6%) e le regioni Umbria ed Emilia-Romagna (5,3%).

Sono i dati che emergono dal quinto rapporto sulla povertà alimentare di ActionAid, ‘I numeri della povertà alimentare in Italia a partire dalle statistiche ufficiali’, che analizza la povertà alimentare nel nostro Paese a partire dalla sua intensità, diffusione, distribuzione regionale. La povertà alimentare è un fenomeno multidimensionale influenzato da istruzione, condizioni abitative e accesso al mercato del lavoro e ha conseguenze materiali e psicologiche gravi su adulti e minori.

”Le statistiche ufficiali – afferma Roberto Sensi, Responsabile Programma Povertà alimentare ActionAid Italia – mostrano una realtà preoccupante: una parte crescente delle famiglie, specialmente nell’ultimo anno, è a rischio di non avere accesso a cibo sufficiente e adeguato, mentre un’ulteriore quota è a rischio di trovarsi nella stessa situazione”.

Gli aiuti alimentari sono aumentati, soprattutto a seguito della pandemia, e rimangono una risposta necessaria ma insufficiente. Questo perché “non riescono a risolvere le cause strutturali della povertà alimentare”. Secondo Sensi “è urgente rinnovare le politiche di contrasto, affiancando agli aiuti materiali nuove strategie di intervento” come l’implementazione di un monitoraggio sistematico a livello locale che non si limiti alla dimensione economica dell’accesso al cibo, ma consideri anche aspetti come la socialità, le relazioni e il benessere fisico ed emotivo delle persone.

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