HomeCronacaLombardia: Imprenditore agricolo muore travolto dal trattore nel Mantovano.

Lombardia: Imprenditore agricolo muore travolto dal trattore nel Mantovano.

Ancora una tragedia nelle campagne italiane. Un imprenditore agricolo di 74 anni e titolare di un’azienda nel territorio di Gazzuolo, in provincia di Mantova, ha perso la vita nella mattinata di martedì 22 luglio mentre si trovava a bordo del proprio trattore.

L’incidente è avvenuto in una via rurale abitualmente percorsa dagli agricoltori della zona. Secondo le prime ricostruzioni, il mezzo si è ribaltato, forse a causa di un malore improvviso. Inutili i soccorsi: per l’agricoltore non c’è stato nulla da fare.

Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, esprime cordoglio ai familiari dell’imprenditore e lancia l’ennesimo appello sulla necessità urgente di attuare la revisione obbligatoria dei mezzi agricoli.

“Non possiamo più assistere inermi a questa sequenza di morti – dichiara il presidente Andrea Borio –. Ogni giorno in più senza un sistema di revisione attivo è un giorno in cui la sicurezza nei campi viene lasciata al caso. Troppi mezzi continuano a circolare senza rollbar, cinture o impianti frenanti adeguati. E i risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti”.

Secondo i dati INAIL, ogni anno in Italia oltre cento persone perdono la vita a causa di incidenti con mezzi agricoli, con i ribaltamenti tra le cause più frequenti. Federacma ribadisce che la manutenzione regolare e i controlli tecnici sono strumenti essenziali per prevenire queste tragedie.

“La revisione è obbligatoria dal 2015 – ricorda Borio – ma da dieci anni attendiamo il decreto attuativo. Senza officine accreditate e procedure operative, nessuno può garantire che i mezzi siano in condizioni di sicurezza. Intanto, i campi si trasformano in trappole mortali”.

Federacma rinnova l’invito al Governo a sbloccare con urgenza l’iter per l’attuazione della norma, e si dice pronta a collaborare con la propria rete di rivenditori e officine per attivare controlli diffusi ed efficaci.

“La sicurezza non può più attendere – conclude Borio –. È una questione di responsabilità collettiva. Lo Stato deve agire ora, prima che un’altra famiglia pianga un altro lutto”.

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