#Locarno79: in piazza Grande Asia Argento e il cast de ‘Il Cileno’

Con audio intervista all'attore italiano Matteo Incollu, che a Locarno ha presentato il suo film: "L'estate che finì due volte". A cura di Monica Mazzei

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IL CILENO, regia di Sergio Castro-San Martin
Co-produzione Italia-Cile-Svizzera

(Premiata Asia Argento con Achievement Award)

Cile, anni Settanta, durante la dittatura fascista.
Ispirato fatti veri

Schiere di fascisti stanno impadronendosi delle miniere dei cittadini.
La sera c’è il coprifuoco e chi viene sorpreso in giro, ancora con esplosivo, rischia di pagare anche con la vita.
Aldo è giovane, ha famiglia, un figlioletto di 3 mesi ma… è costretto a chiedere asilo in Italia.
Qui incontrerà un clima altrettanto incandescente e rivoluzionario.

Premiazione Asia Argento (molto commossa)

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Presentazione film “Il Cileno”

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Concorso Pardi di Domani.
TYPHOON MAMBO, regia di Domenico Singha Pedroli
Svizzera, Francia, Thailandia
Concorso internazionale

Donna anziana ascolta una canzone sul suo iPad quando suona alla porta la giovane badante.
Scopriremo che la donna interagisce con l’IA ed in particolare modo con quell’app che riesce a riprodurre con la voce di una persona scomparsa, una illusione della sua volontà perduta.
La donna dopo la scomparsa del marito si sente talmente sola, da credere che si tratti proprio di lui.
L’unica figlia si è trasferita altrove e provvede economicamente alla madre ma passa a trovarla solo una vo,ta ogni tre anni.
In compenso le ha acquistato questo speciale abbonamento.
Tutto ciò è lo specchio di una società di persone sole chi non si sentono amate e chi ha perso qualcuno rischia ancora di più di caderne vittima, specie ad una certa età.
Anche la giovane aiutante ha dei problemi comunque: ad esempio si è rifatta il naso per coincidere con uno standard e confonde le relazioni reali con gli scambi sulle app di incontri…
Insomma: danni virtuali e reali un po’ a tutte le età…
Infine, la consapevolezza che una macchina ha un limite, sorge quando una voce meccanica informa la donna anziana che per quel mese ha superato l’offerta di GB…

Domenico Singa Pedroli ha dedicato il corto davvero alla memoria di Chalem che nel film non appare.

THE GOD THAT DESTROYS
Regia di Jyoti Mistry
Austria, Svezia

Opera documentaristica in bianco e nero, che fa parte dei corti d’autore.
In modo corale e drammatico, viene ricordata l’invasione svedese nelle lande nordiche appartate, nelle quali delle popolazioni vivevano ancora secondo antiche tradizioni tramandate oralmente.
La popolazione veniva conquistata con dei doni, che però poi richiedevano un grande tributo in cambio.
I bambini spesso venivano portati via alle famiglie e sradicati dalle loro radici.
Veniva imposta loro la lingua predominante, l’istruzione, l’obbedienza e la fede cattolica del “Dio che punisce”.
Parallelamente, venivano depredati i territori delle risorse primarie.
Un canto corale si solleva, a ricordare la voce passata e lamentosa degli antenati offesi.

AURORA BOREALE, regia di Valerya Kim
Ungheria, Belgio, Kazakistan, Portogallo
Concorso internazionale

Nostalgia di qualcosa che non conosci, che sfocia nella partenza per un Paese Nordico che, in uno zoo giustifica di un ambiente favorevole alla vita di creature artiche, come l’orso polare che in cattività ha partorito due cuccioli.
Vi si fonde l’interrogativo si cosa sia la patria, se spesso non sia i frammenti di quella del nostro sangue che portiamo inconsciamente avanti.
Eppure l’orso lasciato libero ha subito cercato di tornare in cattività: non sa più vivere libero.
La protagonista che sta riprendendo tutto, aspetta a sua volta un bambino e sembra pensare che la patri è quella che condividiamo con l’istinto degli animali.

PILUK,
Regia di Elisapie Isaac, Marc Séguin
Canada
Concorso internazionale
Corto animato.

Una bimba con i capelli rossi viene abbandonata a terzi dalla madre.
Forse è un film sulla diversità.
La bimba diventerà una creatura generosa che donerà speranza a chiunque ne abbia bisogno.
Fino a consumare sé stessa.

DANS LES RÊVES QUAND ON DORT PAS LA NUIT, regia di Rachel Gutgarde
Francia
Concorso internazionale

Documentario a raggi infrarossi con interviste a due ex soldati israeliani che raccontano la psicologia mi,i tare con la quale sono stati avviati a massacrare come cecchini, dei civili innocenti a Gaza.
È impressionante.
L’effetto infrarosso sembra farci entrare direttamente dentro di loro, e in certi sorrisi cattivi pare emergere l’anima oscura di queste persone, Completamente risucchiate dal sistema.
Con un brivido capisci di aver guardato nell’abisso umano e che forse, il Nazismo è una entità a parte, il Male semplicemente, che, come dotato di vita propria, si è solo spostato per distruggere vite altrove.

ATCHA ATCHA, regia di Mamadou Dia
Africa Centrale
Fuori concorso

Dei giovani vivono una esperienza alla Flash Dance solo in chiave africana.
Il loro corpo di danza di vari generi, st preparandosi per l’esame finale che aprirà le porte ad un sogno.
Nel loro caso, il tutto è condito dalle speranze e dai drammi di varia natura, che scaturiscono dalla storia di ciascuno e ciascuna.

PIAZZA GRANDE, sera dell’11.08.2026.

Proiettato il film CONGO BOY, regia di Rafiki Fariala
Repubblica Centro Africana, Francia, Repubblica Democratica del Congo

(con gli ospiti che hanno presentato il film sul palco)

In un Paese in guerra, Robert sogna di suonare e cantare.
Non si scoraggia nemmeno quando i suoi genitori vengono arrestati, e dovrà occuparsi dei fratelli più piccoli, degli esami, del lavoro per portare da mangiare a casa e dei suoi amati concerti.

Link Piazza Grande dell’11.08.2026:

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Piazza Grande 10.08.2026:

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DEMONY, regia di Natalka Vorozhbyt
Ucraina, Polonia
Concorso Cineasti del presente

Negli anni Novanta la guerra è ancora lontana, eppure le sue ombre già si affacciano alle porte.
Un villaggio ucraino isolato, vedrà’ la nascita di un amore improbabile tra un russo vagabondo solo al mondo ed una Ucraina molto più grande di lui, che decide di occuparsene.
Per un po’ di tempo tutto va bene, fino a quando lui si rivela un traditore…
La parte occulta del villaggio assurge ad presenza reale per mostrare tutta la propria forza.

Intervista audio al regista italiano Matteo Incollu:

https://www.facebook.com/share/v/1CMqswRXos/?mibextid=wwXIfr

La recensione del suo film proiettato a Locarno 79 per Locarno Kids:

L’Estate che finì due volte, regia di Matteo Incollu Italia, 2026 Locarno Kids Screenings

La storia si svolge nell’entroterra sardo, in sterminate campagne isolate, dorate dal sole estivo che non dà tregua, ed impreziosite da un lago immenso. I protagonisti sono due bambini che trascorrono giornate lente senza fare niente, a parte i bagni nel lago. La libertà che si respira è quella di un tempo, senza limiti di pericoli e raccomandazioni di alcun tipo. Ma cosa attira di più i bambini di un mistero da scoprire? Alessandra ha undici anni e coltiva un segreto dialogo interiore con i propri interrogativi sulla madre scomparsa anni prima. Affascinata da una casa abbandonata e diroccata, sentirà il bisogno oscuro di isolarvisi in solitudine, comunicando con i fantasmi che ancora la abitano. L’occulto del resto, fa parte della tradizione isolana. In tramonti dove la sagoma del padre al sax si staglia, Alessandra comincia a porre domande sulla madre. Il desiderio è così forte che finirà per riuscire ad evocarla. La scoperta è spaventosa, ma il suo amico, che la vede con gli occhi del cuore, riuscirà a riportarla indietro.

Monica Mazzei Redattrice culturale per TicinoNotizie.it

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