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Lo sai l’ultima? Alla Sapienza c’è il supporto psicologico per gli studenti ‘traumatizzati’ per Gaza

Succede alla Sapienza di Roma, ne ha parlato in un editoriale su Il Foglio, Salvatore Merlo (La Sapienza offre supporto psicologico agli studenti italiani traumatizzati da Gaza, 6.2.26, Il Foglio) La Sapienza offre supporto psicologico agli studenti italiani traumatizzati dalla guerra a Gaza. In un post su X Azzurra Barbuto, posta: “I reduci di guerra mai vissuta. Del resto, in una società in cui si rivendica la libertà di identificarsi in qualsiasi cosa, anche in un tostapane, ci si può sentire pure profughi”.

“La facoltà di Lettere della Sapienza, primo ateneo d’Italia per numero di occupazioni pro Pal con partecipazione di docenti, primo per aver impedito a un pur dottissimo Ratzinger di tenere lezione, e quarto in Europa per densità di striscioni “anticoloniali” al metro quadro, ha infine colmato una lacuna che affliggeva la comunità accademica: il supporto psicologico per studenti traumatizzati dal “conflitto in Medio Oriente”.

Non per gli studenti del Medio Oriente, quelli continuano a soffrire per conto proprio a casa loro, ma per gli studenti italiani che a Roma patiscono la guerra a distanza. L’effetto è ovviamente comico. Un po’, sono – povere stelle – come le zitelle degli anni 50 che si dichiaravano “vedove di guerra” avendo calcolato nel numero di caduti durante il conflitto i mariti mancati. E un po’ sono – povere stelle – come certi zii ipocondriaci che leggono di epidemie in Nuova Guinea e sviluppano immediatamente i sintomi”.

Anche se lunga, valeva la pena la descrizione tragi-comica di Merlo. Continuo con la splendida riflessione del giornalista de Il Foglio. “Si suppone che il giovane Rosario da Cosenza, giunto a Roma per laurearsi in Lettere Moderne, possa presentarsi allo sportello lamentando che non riesce a studiare Petrarca per il “disagio” che gli arreca Benjamin Netanyahu – בנימין נתניהו. Non è chiarissimo se il servizio possa aiutare Rosario – povera stella – nel caso in cui dovesse sviluppare ansie per la condizione degli uiguri nello Xinjiang. O per l’Etiopia, la Birmania, l’Ucraina, per i massacri in Sudan o per una delle altre sessantadue aree di crisi attualmente censite dall’Onu. Parrebbe di no. E’ solo per il “conflitto in Medio Oriente”. Rosariuzzo – povera stella – s’arrangi, o impari a manifestare il disagio giusto. Per la causa giusta”.

Sarebbe interessante domandarsi come fa una lettrice su Fb chi sono gli psicologi che si presteranno a trattare questa nuova sindrome Gaza. Quale sarà la sintomatologia che verrà valutata e come verrà legata in maniera specifica alla questione di Gaza? Inoltre, sarebbe anche giusto indagare su questi psicologi, nomi cognomi, studi professionali, contratti di collaborazione. Lo stesso tema è stato affrontato con una forte dose ironica, Max Del Papa, (Aiuto psicologico per studenti pro-Pal? Ma studiate senza rompere i cogl…, 8.2.26, nicolaporro.it)

Pare che abbiano aperto anche uno sportello sull’Iran, ma non si è presentato nessuno. “Dei trentamila falcidiati dal regime in poche ore non fotte niente a nessuno alla Sapienza degli insipienti, meglio fare i flotilleri problematici”.

L’importante è Gaza, Gaza, Gaza. Il Foglio li chiama «Povere Stelle», per Del Papa sono solo violenti, “Pro Hamas dove non passa giorno senza casini e occupazioni a senso unico: se uno ha origini ebree, è meglio non ci passi neanche davanti, alla Sapienza; viceversa sono sempre ben accolti emissari di Hamas, “intellettuali” vergognosi, capibastone della Flotilla, elementi da sbarco, centri sociali, il frittomisto di feccia militante”. Il giornalista conclude dopo aver ironizzato sui “bravi ragazzi” dei centri sociali, Nell’ateneo più intollerante e violento d’Europa mettono lo sportello di sostegno per gli intolleranti. E per di più gli fanno le cronache agiografiche, superflue ma evidentemente opportune. Quanti avrebbero bisogno di un consulto psichiatrico?

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