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Le adesca promettendo un tatuaggio e le violenta nel Milanese, condannato a 10 anni

Vittime di 17 e 18 anni. Sequestrate e abusate in una casolare

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Si erano conosciute in una comunità
per ragazze difficili. Il loro legame era diventato così forte
che la più piccola, 17 anni appena, aveva un grande desiderio:
farsi tatuare sul braccio il nome dell’amica da poco
maggiorenne.

Un desiderio che si è trasformato in un incubo per
via di un uomo, incrociato a MILANO nella primavera dell’anno
scorso, che, spacciandosi per tatuatore, le ha adescate,
promettendo di incidere sulla pelle quel simbolo di amicizia.
Invece le ha portate in un casolare dell’hinterland, le ha
sequestrate e, puntando
il coltello alla gola di una delle due,
le ha violentate.

Per questo, oggi, il gup milanese Cristian Mariani ha
condannato, con rito abbreviato, a 10 anni di carcere un
tunisino di 33 anni e ha riconosciuto una provvisionale di 25
mila euro per ciascuna delle due vittime. L’imputato, arrestato
in Spagna e ora a San Vittore, subito dopo la lettura del
dispositivo, ha alzato la voce in aula e fuori dall’aula: ha
protestato per la pena ritenuta severa e, un po’ in arabo e un
po’ in italiano, ha gridato che per lui “è la morte”.

Il giudice che ha accolto la ricostruzione dell’ex pm, da
pochi giorni alla Procura Europea, Maurizio Ascione, ha, però,
applicato una riduzione di quattro anni rispetto alla richiesta
di condanna per via di una valutazione diversa delle aggravanti
contestate e si è preso 60 giorni per il deposito delle
motivazioni. I legali di parte civile, Giuseppe Stancanelli ed
Andrea De Vincentis, hanno invece parlato di “una condanna
doverosa per fatti odiosi sui quali le ragazze hanno dato una
versione precisa e concordante”.

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