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In morte di Cesare Cavalleri, orgoglioso intellettuale cattolico

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MILANO   – E’ morto dopo lunga malattia Cesare Cavalleri, nato a Treviglio nel 1936, storico direttore di “Studi cattolici” e delle Edizioni Ares.
Dopo aver frequentato i Salesiani e l’Istituto tecnico commerciale di Treviglio, Cavalleri inizio’ a lavorare presso la Banca Nazionale del Lavoro di Milano (1955-1959). Si iscrisse ai corsi serali di Economia e si laureo’ in Cattolica con una tesi sui “Processi stocastici e le loro applicazioni”. Negli anni universitari conobbe l’Opus Dei ed entro’ a farvi parte il 23 giugno 1959 scegliendo la via del celibato apostolico come numerario. Conobbe di persona Josemaria Escriva’, il fondatore dell’Opera, di cui serbo’ un ricordo indelebile. Nell’autunno del 1960 Cavalleri si trasferi’ a Roma per collaborare alla Rui (Residenza Universitaria internazionale) inaugurata l’anno prima. Nel contempo, si diplomo’ in Sociologia presso l’Istituto Luigi Sturzo. E’ del 1961 il trasferimento a Verona, dove divenne assistente alla cattedra di Statistica del prof. Luigi Vajani, inizio’ quindi a collaborare alla terza pagina dell’Arena e fondo’ la rivista Fogli, “Rivista di cultura, attualita’ e di problemi giovanili”; di quell’esperienza, ricordava con un sorriso una polemica con Eugenio Montale a proposito del rapporto tra generazioni. Nel 1966 prese il timone di Studi cattolici, mensile di “studi e di attualita’”: e’ stata una direzione record durata ininterrottamente sino a oggi, cosi’ come la collaborazione al quotidiano Avvenire, su cui scrisse sin dal primo numero (4 dicembre 1968), prima come critico televisivo e poi come osservatore culturale. Nei decenni chiamo’ alla collaborazione con “Studi cattolici” personaggi come Joseph Ratzinger, Vittorio Messori, Maria Adelaide Raschini, Vittorio Pomilio, Gianfranco Morra e Eugenio Corti, il cui romanzo “Il cavallo rosso” (1983) divenne un long seller delle Edizioni Ares, tradotto in diverse lingue e amato dalle generazioni piu’ giovani. Gli articoli di Cavalleri sono stati raccolti in quattro volumi antologici delle Edizioni Ares, mentre i contributi della sua critica letteraria sono confluiti nel libro “Letture, personalissimo e controcorrente canone del Novecento”: Cavalleri e’ stato un critico letterario libero e severo, fedele alla massima di Rilke: “Bisogna attenersi al difficile” o a quella poundiana “la bellezza e’ difficile”.

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