Sono oltre 17.000 le firme delle cittadine e dei cittadini della Lombardia – il triplo di quelle necessarie – che verranno depositate in Consiglio Regionale per la proposta di legge regionale sul “suicidio assistito” promossa dall’Associazione Luca Coscioni e già approvata in Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna.
La proposta di legge di iniziativa popolare, nel pieno rispetto delle competenze regionali e in ottemperanza a quanto previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, non modifica i diritti stabiliti dalla Consulta, ma disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi, per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria.
In Lombardia erano state già raccolte e depositate 8.181 firme a gennaio 2024. A novembre dello stesso anno però la proposta era stata bloccata in Aula con l’approvazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità, sulla base dell’idea che la materia fosse di competenza esclusiva dello Stato. La sentenza 204 del 2025 della Corte costituzionale sull’analoga legge toscana ha poi chiarito che le Regioni possono legittimamente intervenire sul piano organizzativo per rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla Consulta. Nel 2026 l’Associazione Luca Coscioni ha quindi avviato una nuova raccolta firme per presentare una nuova proposta di legge in Regione, sulla scorta delle più recenti indicazioni della Corte.
I prossimi passaggi per arrivare alla discussione della legge in Lombardia prevedono:
1. Parere di ammissibilità del testo da parte dell’Ufficio di Presidenza – entro 15 giorni dal deposito della proposta (prorogabile di 10 giorni)
2. Qualora la proposta sia dichiarata ammissibile, il Presidente del Consiglio regionale ne dispone l’assegnazione alla commissione consiliare competente
3. Al termine dell’esame in Commissione, assegnazione all’Aula per la discussione e il voto – in ogni caso (anche qualora l’esame in commissione non sia terminato) entro 9 mesi dall’assegnazione della proposta alla commissione competente












