E’ arrivata una svolta decisiva per il futuro dello stabilimento Electrolux di Solaro e per l’intero comparto industriale lombardo. Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) è stato raggiunto l’accordo sul nuovo piano industriale tra azienda e organizzazioni sindacali, ponendo fine a settimane di forte preoccupazione per le maestranze e i contesti territoriali coinvolti.
L’intesa ridimensiona in modo drastico l’impatto occupazionale inizialmente prospettato: gli esuberi complessivi scendono infatti dai 1.719 annunciati a un massimo di 902, ed avverranno esclusivamente su base volontaria e incentivata. Contestualmente, il piano industriale mette sul piatto oltre 100 milioni di euro di investimenti, volti a salvaguardare la continuità produttiva e ad assicurare nuova competitività agli stabilimenti italiani.
Sull’esito del tavolo ministeriale esprimono piena soddisfazione i rappresentanti della Lega a livello parlamentare e regionale, rimarcando il valore del presidio istituzionale mantenuto durante tutta la vertenza.
«L’intesa raggiunta rappresenta un risultato importante per Solaro e per il lavoro in Lombardia», evidenzia Fabrizio Cecchetti, deputato lombardo della Lega e Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati. «Dopo mesi di incertezza, i numeri confermano quanto sia stato fondamentale il confronto tra le parti. Un ringraziamento va ai sindacati e a tutti gli attori coinvolti. Solaro deve avere un futuro industriale solido e non una semplice soluzione temporanea: ora la priorità è trasformare gli impegni sottoscritti in investimenti concreti sul territorio».
Sulla stessa linea Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega e vicepresidente della Commissione Attività produttive del Pirellone, che richiama l’attenzione sul lavoro svolto a livello locale: «È una buona notizia per i lavoratori e per tutto il sistema produttivo lombardo. Come Regione Lombardia e Commissione IV abbiamo seguito passo dopo passo l’evoluzione della vertenza per tutelare l’occupazione. Continueremo a monitorare da vicino la concreta applicazione dell’accordo, perché difendere il lavoro significa salvaguardare il nostro patrimonio industriale».













