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Ecosistema urbano: il Nord est del Paese resta al top. Ma anche Mantova sta in alto

Non solo per Trento, che l’anno scorso era seconda e ora riprende il primo posto, ma anche per la terza e la quarta prestazione globale, che sono rispettivamente di Pordenone e Treviso. Mantova, alla piazza d’onore, guadagna otto posizioni e primeggia nel (reintrodotto) parametro delle zone a traffico limitato. La Spezia passa dal nono al sesto posto.

L’Emilia Romagna è sempre ben rappresentata da Reggio (quinta) e Forlì (ottava). Mentre, pur scendendo dal quinto al settimo gradino, Cosenza rimane di gran lunga la migliore esponente del Sud (alle sue spalle, tra le prime 30, Cagliari 16ª e Oristano 22ª).

Il centro calabrese, primo per minore incidenza di morti e feriti in incidenti stradali, mantiene tra l’altro posizioni di alto livello guardando alla presenza di alberi, isole pedonali e infrastrutture ciclabili. Le grandi città restano lontane dal vertice (le migliori sono Venezia, 11ª, e Bologna, 23ª).

A fronte di un punteggio del 100% attribuibile ad un centro urbano ideale (ma non utopico), rispetto allo scorso anno il punteggio medio delle 105 città capoluogo si è spostato in avanti di tre punti, dal 53,41 di 12 mesi fa al 56,41 attuale. Con le tre città in testa alla classifica (Trento, Mantova e Pordenone) che superano quota 80 per cento, mentre l’anno scorso la vincitrice Bolzano – stavolta decima, davanti a Belluno – si era fermata a 79.

I TREND POSITIVI

Nel ritorno non semplice alla normalità post pandemia rientrano innanzitutto gli ovvi progressi legati al trasporto pubblico locale, il cui volume resta comunque lontano dalle eccellenze europee. Ci sono miglioramenti nel campo dei rifiuti, non solo nella raccolta differenziata (prima è Ferrara, con l’87,6 %, media dei capoluoghi salita a 62,7 per cento) ma pure nella produzione, calata da 526 a 516 kg annui pro capite. In crescita anche l’estensione delle isole pedonali. Per quanto riguarda la qualità dell’aria, si rilevano l’inserimento del nuovo indicatore delle Pm 2,5 (polveri ancora più “sottili” delle Pm 10) e qualche passo avanti complessivo, nonostante la situazione più pesante sul fronte dell’ozono.

I PUNTI DEBOLI

Per contro, sempre alla luce della sommatoria di tutti i risultati, c’è un lieve rialzo nella media delle perdite della rete idrica (con il 36,2% dell’acqua potabile che non raggiunge i rubinetti, passando dal 9,4% della virtuosa a Pavia al 67,7% della “sprecona” Massa), si evidenzia una crescita di consumo di suolo e, soprattutto, aumenta ancora il già preoccupante tasso di motorizzazione delle nostre città: oltre a Venezia, la sola Genova si mantiene sotto il livello di 50 auto ogni 100 abitanti, mentre Frosinone sfonda la soglia degli 80 e la media si attesta a 66,6 (il dato precedente era di 65,5).

I dati sulle città più verdi d’Italia sono consultabili online: l’indice di Ecosistema urbano 2023 è navigabile sulla piattaforma interattiva ideata dal team del Lab 24 del Sole 24 Ore; presenti tutte le 19 classifiche, città per città, che contribuiscono a generare la graduatoria finale, raggruppate in 5 macro categorie (aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente).

SCARICA QUI LA CLASSIFICA:

https://lab24.ilsole24ore.com/ecosistema-urbano

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