Cinque anni di attività intensa, radicata nel territorio e capace di unire la passione per le due ruote alla solidarietà sociale e alla sostenibilità ambientale. La ciclofficina dell’associazione La Quercia di Corbetta ha festeggiato un traguardo straordinario: la bicicletta numero 600 rimessa a nuovo e restituita alla collettività.
Un risultato che racconta una storia di riuso virtuoso e di attenzione concreta verso chi si trova in difficoltà. “Noi siamo nati per questo – spiega il presidente Roberto Ravani –. Le persone ci portano biciclette in disuso, noi le ripariamo e le doniamo a chi ne ha bisogno. Molti vengono qui solo per una gomma bucata e sostengono la ciclofficina con offerte, ma l’obiettivo principale resta sociale ed ecologico: evitiamo che mezzi ancora validi finiscano in discarica”.
Nata cinque anni fa in un piccolo garage, un paragone che Ravani fa sorridendo con i Beatles, l’associazione ha mosso i primi passi grazie al supporto fondamentale del Rotary di Magenta, che ne ha finanziato la startup. Successivamente, grazie alla collaborazione con il Comune di Corbetta, il progetto ha trovato casa in uno spazio precedentemente inutilizzato, trasformandosi in un punto di riferimento insostituibile.
Oggi la ciclofficina può contare su una squadra affiatata di sei volontari esperti, capaci di ridare vita anche a pezzi d’epoca o a mezzi dati per spacciati da altri. “A volte arrivano persone disperate a cui era stato consigliato di buttare via tutto – racconta Ravani –. Qui non si butta via niente: recuperiamo tutto e restituiamo una nuova opportunità”. Il lavoro di ciclofficina è andato anche oltre confine, portando le biciclette nella missione della magentina Maristella Bigogno in Togo.
Nel laboratorio non c’è solo spazio per le riparazioni: attualmente tre ragazzi stanno seguendo corsi di formazione per imparare l’arte di rimettere in sesto le due ruote, unendo l’aspetto educativo a quello inclusivo. E le bici donate diventano spesso l’unico strumento per spostarsi, andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola.
La vitalità de “La Quercia” non si ferma alla ciclofficina. Nelle ultime settimane l’associazione ha inaugurato un nuovo laboratorio di musica basato sul metodo finlandese Figurz (o Figure Notes). Si tratta di un approccio inclusivo e visivo (“suona ciò che vedi”) che sfrutta forme e colori per permettere a chiunque, dai bambini ai nonni, passando per persone normodotate e con disabilità, di suonare strumenti classici come pianoforte, batteria e chitarra senza passare attraverso i canoni rigidi della didattica tradizionale. “Ho un allievo in lista d’attesa che ha 76 anni e vuole imparare a suonare il pianoforte”, racconta con entusiasmo il presidente.
L’impegno culturale e sociale dell’associazione guarda ora al prossimo grande evento. Il 6 novembre, al Teatro Lirico di Magenta, andrà in scena uno spettacolo teatrale tratto dal libro di Martina, organizzato in collaborazione con i vicini di casa di “Ops”. Un’occasione di svago ma anche un modo per sostenere concretamente le attività dell’associazione (è possibile prenotare i posti scrivendo all’indirizzo email opscorb@gmail.com).
Tra traguardi storici, laboratori innovativi e una spiccata vocazione all’accoglienza, “La Quercia” dimostra come la solidarietà, quando si fa pratica quotidiana, sappia raddrizzare le curve e far viaggiare lontano l’intera comunità.













