Consiglio comunale lampo ieri sera a Magenta dopo le note polemiche rispetto alla data scelta per convocare la massima assise cittadina. Dura presa di posizione di Progetto Magenta con questa nota che riprendiamo integralmente a cui si è aggiunta l’incondizionata solidarietà del PD, i cui membri a loro volta hanno disertato il Consiglio comunale in segno di protesta.
“Quello che è successo ieri sera in Consiglio comunale è grave. Ma ancora più grave è il silenzio con cui la maggioranza prova a farlo passare.
Hanno scelto deliberatamente una data che escludeva le opposizioni. Hanno negato, come al solito, la possibilità di partecipazione da remoto. Hanno celebrato un Consiglio comunale svuotato di ogni significato, durato appena venti minuti, utile solo a portare a casa atti senza confronto.
E mentre veniva meno il confronto democratico, si è preferito indulgere nell’autocelebrazione: elogi, passerelle, complimenti tra pochi presenti. Un teatro vuoto, buono solo per raccontarsi da soli quanto si è bravi, mentre si calpesta il ruolo delle istituzioni.
Questo non è governo della città: è gestione del potere nel modo più arrogante possibile.
Un Consiglio senza opposizione non è “numero legale”: è una forzatura politica, è paura del contraddittorio, è volontà precisa di evitare qualsiasi confronto nel merito. E il fatto che non sia stata spesa una sola parola sulla nostra assenza dice tutto: per la maggioranza di centro-destra le minoranze devono semplicemente sparire.
Non ci sono scuse. Non ci sono giustificazioni tecniche. C’è solo una scelta politica chiara: andare avanti da soli, in silenzio, senza disturbatori.
Ringraziamo il gruppo del Partito Democratico, che ha scelto di non partecipare ai lavori per esprimerci solidarietà e per denunciare, con un gesto tanto concreto quanto doloroso per chi crede nel valore del confronto, la gravità di quanto accaduto. Un segnale che conferma quanto questa situazione sia inaccettabile.
Noi non possiamo né vogliamo permettere che il Consiglio comunale diventi un luogo vuoto, utile solo a ratificare decisioni già prese. Continueremo a denunciare, a informare i cittadini e a pretendere rispetto per il ruolo dell’opposizione.
Perché la democrazia non è un fastidio da aggirare. È un diritto da difendere. Sempre”.
Valentina Campana
Silvia Minardi

















