HomeCronacaBollate, detenuta non rientra in carcere dopo permesso

Bollate, detenuta non rientra in carcere dopo permesso

Non è rientrata nel carcere di Bollate dopo aver fruito di un permesso una detenuta di nazionalità ecuadoriana, reclusa per l’omicidio di una donna di 81 anni avvenuto a Milano. La vittima era stata prima aiutata con la spesa e successivamente derubata del bancomat.

A darne notizia è Matteo Savino, vicesegretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe). La donna, con fine pena previsto nel 2032, non ha fatto rientro nell’istituto al termine del permesso. Sono in corso le ricerche da parte della Polizia penitenziaria.

Savino definisce l’accaduto “un evento irresponsabile e gravissimo”, sottolineando tuttavia che il caso non deve mettere in discussione l’istituto dei permessi premio e delle ammissioni al lavoro esterno. Secondo il sindacato, sarebbe invece necessario un potenziamento del personale di Polizia penitenziaria nell’ambito dell’area penale esterna.

Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sappe, per il quale “ora è prioritario catturare l’evaso”. Capece chiede il rafforzamento dei presidi di polizia sul territorio, compresi gli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna, per garantire i controlli sulle misure alternative alla detenzione, sui permessi premio, sugli arresti domiciliari, sui trasporti e sui piantonamenti in ospedale.

“Servono nuove assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria – conclude –. La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli”. Secondo il sindacato, sono oltre 141mila le persone coinvolte in Italia nell’esecuzione penale esterna.

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