La comunicazione, sia verbale che scritta, si è arricchita di acronimi e sigle che spesso i cittadini fanno fatica a comprendere.
Se Ecg è ormai diventato di uso comune per chi deve fare un elettrocardiogramma meno conosciuto è il PUA, punto unico di accesso. Ma se esiste già il CUP, centro unico di prenotazione a cosa serve il PUA? Proviamo a dare delle risposte in modo chiaro. Il PUA è un servizio pubblico che facilita l’incontro tra i cittadini e i servizi socio-sanitari.
Rappresenta la porta d’ingresso per richiedere informazioni, orientamento e assistenza.
Fornisce una presa in carico integrata sanitaria, sociale e di comunità, è destinato a tutti i cittadini, in particolare a persone fragili, anziani e famiglie.
Si trova all’interno delle Case di Comunità ed è una sorta di punto informazioni a cui rivolgersi per spiegare di cosa si ha bisogno e come procedere. Gli operatori dell’ASST Rhodense sapranno dare risposte esaustive e chiare su cosa fare e, nel caso i pazienti che si presentano al Punto necessitano di cure mediche per questioni di non emergenza e non gravi, saranno indirizzati all’ambulatorio medico territoriale presente in ogni casa di comunità.
L’equipe, composta da un infermiere di comunità del Distretto e un assistente sociale dell’Ambito Territoriale, effettua un’analisi preliminare delle segnalazioni registrate al fine di classificare le casistiche che possono essere semplici, ossia dove c’è necessità solo di cure sanitarie o solo di assistenza sociale, o complesse dove vengono richieste entrambe.
Una volta presentata la richiesta dal cittadino, o da parte dei servizi competenti, l’equipe: effettua una prima valutazione, in caso di bisogno complesso convoca l’Unità di Valutazione Multidimensionale prima dell’incontro con il cittadino, in modo tale da valutare se gli interventi ipotizzati possano effettivamente attuarsi; suddivide le competenze fra gli operatori coinvolti; predispone una bozza di progetto individualizzato.
In pochi mesi o settimane, ricordiamo che Cornaredo è stata aperta solo pochi giorni fa, i numeri registrati nelle 9 Case di Comunità sono in forte crescita. Riscontro che attesta come, evidentemente, la cittadinanza ha trovato risposte ai propri bisogni socio-sanitari.
Gli accessi al PUA in questi mesi di attività sono stati 4953. Altri numeri significativi, relativi alle nuove Case di Comunità attivate in questi mesi sono: 1585 prestazioni erogate dall’ambulatorio infermieristico, 1072 accessi allo Sportello Psicologico, 739 richieste di attività infermieristica domiciliare/territoriale, 8277 accessi ai Punti Prelievi e 7223 presso l’Ambulatorio Medico Territoriale.
*Nelle foto una panoramica sulle Case di Comunità di Bollate e Passirana













