Il frontman di questa nuova band, o super-gruppo come si usa definire l’unione di musicisti che sono già famosi e rispettati, è Zane Williams, uno che ha già all’attivo 7 album di assoluta qualità, di quel country texano vero, polveroso e indipendente che ormai ha fatto breccia nei cuori di tutti gli Stati Uniti e del mondo, lontano anni luce dalla Nashville dei lustrini e dei gala delle radio. Uno che col suo cappello da cowboy e la sua chitarra da quelle parti è una leggenda ed è stato anche vittima celebre di una rapina a danno dei suoi strumenti dalle parti di Houston, da un clan di rapinatori specializzato in furti ai danni di artisti itineranti, che coi loro bus passano la loro vita sulle strade, da un locale all’altro. Lasciata alle spalle questa brutta avventura il buon Zane fonda gli Hill Country assieme a Paul Eason, chitarrista di un’altra leggenda texana e cioè Kevin Fowler, al batterista Houston Lyndon Hughes, al bassista Austin Sean Rodriguez e al polistrumentista Andy Rogers. Un nome che racchiude molteplici significati, il Texas si (dove si trova la regione chiamata Hill Country) ma potrebbe anche solo riferirsi a delle colline californiane o del midwest, un po’ come la musica che esce dalle casse quando si mette sul piatto questo bellissimo disco.
Si passa dal country texano al folk rock alla James Taylor, al rock californiano al rock della costa est. Un gruppo che qualcuno illuminato in America ha definito una “cover band ma che suona canzoni originali”. Ecco questa è la prima definizione che mi viene in mente ascoltando questo disco, sono tutte canzoni splendide, suonate alla grande e prodotte ancora meglio, ma non è niente di originale o mai sentito, questo non abbassa la qualità del lavoro, anzi ma ci da l’idea che sia tutto nato per divertimento ed è questo il punto di forza vero : leggerezza, divertimento e niente stress.
Un disco che vola via, che ci fa volare assieme a lui, brezza sole e magari un bel on the road, ascoltate la prima traccia River Roll e diteci che non vi immaginate in una di quelle distese immense di asfalto senza nessun rumore tranne quello del motore della vostra auto e la musica che esce dalle casse.
The Eagle è il legame più forte con la provenienza di Williams, una solare ballata country come si usava una volta mentre addirittura fa capolino anche l’influenza del compianto Tom Petty in alcuni brani come in Hey Susanna, il riff è Pettyano all’ennesima potenza ma la canzone è di qualità altissima e rende omaggio al grande cantautore in maniera cosi talentuosa e sottile che va solo ascoltata e amata.
Company Man è un bellissimo country rock ed è un affresco di quello che Zane Williams non sarà mai e cioè uno di quelli che si allinea per avere successo ed andare avanti, è indipendente e decide lui, come questo disco, non si cambia per il successo. Per questo è rispettato e amato in Texas, dove adorano questo orgoglio per le radici e la musica anti-commerciale e quasi a ricompensare questo amore arriva Dixie Darlin’ e quel banjo che ci accompagna in questo viaggio musicale del Sud. Bellissima.
Un disco pieno di influenze ma che potrebbe anche influenzare musicisti, un viaggio fra il folk, il rock e il country, un lavoro che si chiude con una ballata dal sapore californiano, Somewhere Down The Road, un posto dove sicuramente potrete trovare gli Hill Country, da qualche parte sulla strada verso il prossimo concerto e la prossima audience adorante in qualche locale fra le assi polverose e i sorrisi del pubblico. Potrebbe essere stato solo un episodio questo bellissimo disco, un progetto parallelo di carriere di successo, ma dopo averlo ascoltato la voglia di far ripartire tutto è tanta che speriamo davvero di essere testimoni presto di un altro disco senza pensieri se non quelli di allietare il pubblico con musica vera. Se poi siete curiosi e volete conoscere la musica country texana di Zane Williams iniziate con il suo mitico album del 2016 Bringin’ Country Back, una splendida dichiarazioni di intenti già dal titolo.
Buon ascolto,
Claudio Trezzani



