HomeCultura“Archeologia del lavoro”, quando gli spazi ormai silenziosi parlano del nostro passato

“Archeologia del lavoro”, quando gli spazi ormai silenziosi parlano del nostro passato

Una madonnina in mezzo ai telai è il simbolo dell’interessante mostra fotografica allestita in piazza Vittorio Veneto 12.

MAGENTA – Rimarranno esposte fino al 20 ottobre presso l’Agenzia Generali Italia B&P Assicuratori, a Magenta, in Piazza Vittorio Veneto 12 le opere di “Archeologia del Lavoro. Spazi, Ambienti, Manufatti”, il racconto di un percorso nel recente passato fatto di industria spesso nelle città. Un mondo ormai perduto ma testimoniato da questi ritratti dei luoghi. La mostra è stata patrocinata dal Comune di Magenta, dalla Pro loco e dall’Università del Magentino in collaborazione con l’Archivio Fotografico Italiano.

All’inaugurazione della mostra fotografica, nata dall’idea di uno dei soci dell’Agenzia Generali appassionato d’arte, Roberto Parolini, erano presenti numerosi cittadini e le istituzioni. Per l’assessore al Welfare, Scuole ed educazione Giampiero Chiodini è “un momento di eccellenza per la città; l’arte è un bene prezioso e dedicare spazi come questo alla cultura rappresenta un’occasione, un arricchimento per la città. E quando due mondi, seppur diversi come quello assicurativo e fotografico, si uniscono si deve dare tutto l’appoggio possibile”.
Il curatore della mostra è Claudio Argentiero che ha sottolineato che il ruolo dell’Archivio Fotografico Italiano è quello di “cercare di recuperare, proteggere e pubblicare foto storiche ma anche di seguire i progetti di documentazione rispetto al passato”.
“Questa mostra rappresenta una novità per il nostro territorio – ha commentato Virginia Bonasegale, presidente dell’Università del Magentino -; sarebbe bello continuare questo genere di iniziative che rappresentano una testimonianza di quello che è stato e anche se dicono che la fotografia sia destinata a scomparire, per ora cerchiamo di valorizzare quest’arte e chi la promuove”.
Presenti anche gli autori delle fotografie, Silvia Lagostina, Stefano Barattini e Roberto Venegoni, oltre al noto pittore Giovanni Sesia che usa la foto per le sue sperimentazioni e come base dei suoi lavori: “La foto per me rappresenta la parte oggettiva del mio imminente lavoro (anche se non si può attribuire alla fotografia un puro valore oggettivo), la parte tecnica su cui inserire con il pennello la parte più emotiva. A guardare queste foto si sente quasi il silenzio di quei luoghi ritratti, che presuppone un’attività meccanica e umana che c’è stata e che ora non c’è più”.
Argentiero si è inoltre soffermato sulla scelta dell’architettura industriale che apre mondi quasi ormai lontani oggi: infatti, “sono luoghi inaccessibili e le fotografie in mostra presentano un racconto poetico di una società industriale e post industriale, sono documenti che raccontano i vissuti delle persone e testimoniano, attraverso l’architettura, anche l’attenzione data all’aspetto estetico dei luoghi. Al contempo stimola una riflessione sui luoghi abbandonati, sulla riconversione, sul rispetto dell’ambiente, sulla nuova architettura e sugli spazi abitati. La foto – conclude – stimola le amministrazioni a curare il patrimonio”.
Sarà possibile visitare la mostra negli orari di apertura dell’agenzia: dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.30 alle ore 19.00, da lunedì a venerdì.

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