― pubblicità ―

Dall'archivio:

Abbiategrasso/Annunciata, domenica 10 il Bambolo

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

“Anteprime… e non solo!”

Festival teatrale presso l’Ex Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso

presenta

Il bambolo

Spettacolo teatrale

Domenica 10 Luglio 2022 | Ex Convento dell’Annunciata | via Pontida 22, Abbiategrasso

Domenica 10 Luglio alle ore 21.00, all’interno del festival teatrale “Anteprime… e non solo!” presso l’Ex Convento dell’Annunciata (via Pontida 22, Abbiategrasso) va in scena Il bambolo una produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Produzioni e Argot Produzioni.

Il Bambolo è un monologo per una Donna e un bambolo gonfiabile. La coppia si trova al mare, su una spiaggia. Lei non sa nuotare e nemmeno il Bambolo. Potrebbe essere estate, ma la Donna si nasconde dentro a un enorme cappotto impermeabile, le cui dimensioni la fanno sembrare una bambina che ha rubato i vestiti dei grandi. La Donna e il Bambolo stanno insieme da più diecimila anni. Il loro amore è difficilmente degradabile. Come la plastica. Come un’illusione. La plastica non è solo del Bambolo, è il materiale principale della scena e dei costumi, che rafforzano la dimensione non realistica e l’identificazione nella quale la coppia si trova immersa. Il testo inizia nel momento in cui nella relazione è entrato un terzo personaggio, l’istruttrice di nuoto, che spezza gradualmente la dualità simbiotica della coppia, portando la Donna a vedere il Bambolo come un oggetto inanimato e ad uscire dall’ allucinazione salvifica alla quale si è aggrappata per sopravvivere a una ferita indicibile: un abuso familiare subìto durante l’infanzia. Il testo affronta anche la patologia dell’anoressia, intesa nella sua accezione di sintomo e difesa a seguito di tale abuso. Il Bambolo è la rappresentazione dell’impossibilità di cicatrizzazione di tale ferita ed è, allo stesso tempo, la rappresentazione della sua rimozione. La Donna, infatti, non ricorda i pezzi più oscuri della sua storia e quando questi affiorano alla sua mente, li attribuisce al Bambolo, proiettando su di lui le parti di sé che non è pronta a vedere. Il Bambolo è anche la rappresentazione della distorsione percettiva del corpo propria dell’anoressia ed è inoltre una risposta surrogata a una domanda d’amore che fa sentire la Donna al sicuro da un reale incontro con l’Altro. Il monologo è strutturato in tre quadri. Tra un quadro e l’altro passano cinquemila anni. Dal primo al terzo quadro la Donna si libera progressivamente degli strati di vestiti di plastica che ha indosso e il pubblico assiste alla graduale presa di consapevolezza del personaggio e alla conseguente rottura della relazione con il Bambolo, che da partner relazionale diventa sempre più uno spettatore muto che partecipa, insieme al pubblico, al percorso della protagonista. Quando la Donna riesce a rivelare a stessa i segreti della sua infanzia può dire addio al Bambolo, che sgonfia in un abbraccio, ed è pronta per entrare nel mare da sola e, finalmente, nuotare.

IL BAMBOLO

Di Irene Petra Zani

Con Linda Caridi

Regia Giampiero Judica

Aiuto regia Anna Zanetti

Scene e costumi Lucia Menegazzo

Luci Giacomo Marettelli Priorelli

Produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito Produzioni e Argot Produzioni

In collaborazione con PAV/Fabulamundi Playwriting Europe con il contributo di Associazione Erika Onlus e Officine Buone

 

INFORMAZIONI

DATA E ORARIO

Domenica 10 Giugno ore 21.00

LUOGO

Ex Convento dell’Annunciata (via Pontida 22, Abbiategrasso)

PREZZI

INTERO: 15€

RIDOTTO: 10€

INFO e PRENOTAZIONI

cell. 349 7085598

[email protected]

www.pianoinbilico.com

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

■ Prima Pagina di Oggi