“Con l’estensione dell’Art Bonus ai beni culturali privati di interesse pubblico sblocchiamo risorse finora escluse. Penso alle tante ville storiche, senza contare i musei privati, le chiese e i gioielli d’arte custodi dell’identità dei nostri territori: con questa norma diamo una spinta concreta a mecenati e imprese, garantendo la tutela e la fruizione pubblica di un patrimonio inestimabile”.
Così il senatore della Lega Massimo Garavaglia, presidente della commissione Finanze a Palazzo Madama, in merito all’articolo 109 del disegno di legge di bilancio, sul quale sta lavorando in prima persona.
“La norma – spiega Garavaglia – decorre dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2027 e conferma il credito d’imposta del 65% in tre quote annuali. I vantaggi? L’agevolazione è fruibile da imprese (entro il 5‰ dei ricavi) e privati cittadini (entro il 15% del reddito imponibile)”.
La misura apre opportunità concrete su sei ambiti specifici: dai beni immobili vincolati di proprietà privata ed enti del Terzo settore (con manutenzioni e restauro per facciate, tetti e parchi di ville e palazzi storici), agli enti ecclesiastici e alle fabbricerie per la conservazione di chiese, altari, campanili e affreschi. Il sostegno viene esteso anche agli organizzatori di festival culturali di rilevante interesse pubblico, agli istituti culturali (per catalogazione di archivi storici e digitalizzazione), ai comitati nazionali per ricorrenze storiche, fino ai musei d’impresa e agli archivi privati accreditati al Sistema museale nazionale.
“Un provvedimento – conclude Garavaglia – che secondo la Relazione tecnica assume un volume di nuove erogazioni agevolabili pari a circa 78,4 milioni di euro annui. Inoltre, qualora le donazioni rappresentassero il 50% del finanziamento complessivo delle iniziative, il valore dei progetti sostenuti potrebbe raggiungere circa 157 milioni di euro annui”.













