Non accenna a placarsi la protesta contro l’insediamento di un mega campus composto da cinque data center nella storica area ex Novaceta. Oggi pomeriggio la mobilitazione civica è tornata a farsi sentire a Magenta, riempiendo la piazza di fronte al Palazzo Municipale con un presidio pacifico, durante il quale i cittadini hanno indossato al collo i volti dei grandi oligarchi della tecnologia.
Al centro della contestazione ci sono i pesanti impatti ambientali e urbanistici che un’opera di tale portata rischia di provocare sul territorio. A dare forza al movimento sono i numeri presentati da Gianni Pezzotta: “Abbiamo già depositato 1.791 firme a Magenta, senza contare le centinaia di adesioni raccolte nei comuni vicini, tra cui Vittuone e Rho, oltre a sei osservazioni formali presentate al PGT contro l’eccessivo consumo di suolo”.
Dalla piazza emerge un netto rammarico per l’operato dell’amministrazione comunale, ritenuta finora evasiva e sorda rispetto alle richieste dei residenti. “I politici sono stati eletti da noi e percepiscono uno stipendio grazie ai cittadini: siamo noi i loro datori di lavoro”, hanno ricordato a gran voce dagli altoparlanti.
Nonostante l’atmosfera distesa della manifestazione, sfociata nel finale in una distribuzione di caramelle ai passanti in occasione di Halloween, l’attenzione delle autorità è rimasta alta. Piazza gremita da circa un centinaio di persone e presidiata da uno schieramento imponente di forze dell’ordine, che vedeva affiancati ai Carabinieri di Magenta diversi reparti della Polizia di Stato giunti da Milano.
La battaglia istituzionale e sul territorio prosegue: il comitato ha fissato per domenica prossima, 8 novembre, alle 10:30 presso la sala dell’Ideal di Magenta, una nuova assemblea pubblica con i movimenti locali. L’obiettivo è fare rete per chiedere una moratoria regionale al blocco dei nuovi insediamenti di data center.













