Adesso che davanti agli occhi c’è un plastico vero e tangibile, finalmente si può dire: il nuovo stadio di MILANO si farà. Non solo, perché ha già un nome, nonostante non siano nemmeno state costruite le fondamenta: si chiamerà “Generali
Stadium”, con la nota compagnia di assicurazioni che si è assicurata il prestigioso naming right del nuovo impianto.
A MILANO è stato organizzato un evento in pompa magna al Castello
Sforzesco, con istituzioni e personalità (oltre alle dirigenze al
completo di Milan e Inter) invitate per un momento altamente
simbolico, quello in cui sono stati tolti i veli e mostrato al
mondo il progetto ufficiale del nuovo stadio della città, la cui
costruzione inizierà nella seconda metà del prossimo anno e
terminerà nel 2031, in tempo per la stagione 2031/32 e per
ospitare le gare di Euro 2032.
Il progetto del nuovo San Siro porta la firma di Foster+Partners e a Manica, i due studi di architettura di fama internazionale scelti dai club per dare vita
al nuovo impianto, del quale adesso si conoscono anche tutti i dettagli.
La struttura, posizionata su un “podio” di cemento, sarà ovale (e
non più rettangolare come l’attuale San Siro), l’elemento visivo
più impattante è l’esterno con le sue linee ondulate (verso il
basso sui lati lunghi del campo per poi alzarsi in corrispondenza
delle due curve, con il punto più alto che supera i 60 metri) e 80
“diamanti” in membrana a caratterizzarne la struttura (all’interno
ci sono i led per personalizzare lo stadio a seconda della squadra
che gioca in casa), con vetrate panoramiche per ammirare la città
una volta entrati nell’impianto.
Altrettanto spettacolare l’effetto all’interno del catino, in cui ci saranno posti per 71500 persone. L’altro elemento caratterizzante, infatti, è
rappresentato dalle tribune, disposte su due anelli, che avranno
una pendenza di 37 gradi, il massimo possibile, per avere un
impatto visivo simile all’iconico “muro giallo” di Dortmund ma
anche quello dell’attuale Meazza. Il tetto presenterà 27 mila
metri quadri di fotovoltaico, con i pannelli solari che lo
renderanno indipendente e autonomo dal punto di vista energetico.
“Sigillato” a livello acustico, il suono potrà uscire solo
dall’alto, e restando all’interno del catino garantirà un
fortissimo effetto tifo.
Numerose le aree hospitality e le zone “premium” riservate agli
sponsor, ma anche i punti di ristoro per tutti i tifosi. “Sono
venuto a MILANO 67 anni fa, ero entusiasta del design ed è stato
fonte di ispirazione – ha spiegato uno dei due progettisti, Lord
Norman Foster -. Ma al di là della città di MILANO ci sono anche
due squadre che hanno occupato lo stadio di San Siro, che ha
un’anima che va al di là del calcio. Per noi è stata una sfida
affascinante, abbiamo fatto tutto quello che San Siro ha già
facendo un passo più in là. È studiato al presente ma declinato al
futuro senza perdere contatto con il passato. Sarà un punto di
riferimento per la città, un simbolo distintivo. Farà parte degli
edifici iconici della città e sarà immediatamente riconoscibile”.













