“Il fine principale dell’educazione è creare persone capaci di fare cose nuove, non semplicemente di ripetere ciò che hanno fatto le generazioni precedenti”, così affermava lo psicologo Jean Piaget.
Con questo respiro, pedagogico e culturale, sabato 24 ottobre 2026, si è svolto il tradizionale Campus di Orientamento delle scuole superiori del territorio, sotto il coordinamento dell’IC “Carlo Fontana”, appuntamento rivolto agli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado e alle loro famiglie.
L’edizione di quest’anno ha visto un’importante novità: il Campus si è tenuto a Robecco, negli spazi delle scuole Don Milani e Leonardo Da Vinci. La presenza di due sedi, collegate tra loro, ha permesso di organizzare gli stand in modo ampio ed articolato e di facilitare l’accoglienza di un numero significativo di partecipanti.
La mattinata ha registrato infatti una grande affluenza, con tanti genitori accanto ai loro ragazzi in un momento importante per il loro futuro. Gli studenti hanno visitato le aule allestite con cura dagli istituti superiori e dai centri di formazione professionale, confrontandosi con i referenti — docenti e studenti — chiedendo informazioni e chiarimenti sui diversi indirizzi.
Tra le numerose scuole superiori, che rappresentano una presenza consolidata, si sono aggiunti quest’anno: l’Istituto Bonfantini di Novara e l’Istituto Alessandrini-Lombardini di Abbiategrasso. A rendere l’iniziativa più accessibile per tutti, erano inoltre presenti mediatori linguistico-culturali, a supporto di famiglie che necessitavano di un aiuto nella comunicazione in italiano.
Durante il corso dell’evento, sono risuonate molte domande, espresse con voce esitante ma entusiasta: «Quali sono le materie più difficili di questo corso?», «I prof sono comprensivi e aiutano ad affrontare la nuova scuola?” “Se sono in difficoltà in una materia, si tengono corsi di recupero?» e ancora, sull’impegno pomeridiano, sulle valutazioni, sul numero di alunni per classe. Il dialogo diretto con gli studenti delle superiori, che stanno per concludere il proprio percorso, ha reso le informazioni più concrete e più vicine alle esperienze e ai bisogni dei ragazzi.
In un tempo incerto e denso di cambiamenti, accompagnare i giovani nelle loro scelte è un impegno che riguarda tutta la comunità. Offrire informazioni e occasioni di dialogo significa aiutarli a guardare al futuro con maggiore consapevolezza e fiducia.
Natalia Tunesi













