Un improvviso malore, pochi istanti dopo aver sistemato i bagagli dei propri clienti sul veicolo, e una tragedia che si è consumata in pochi minuti. È morto così, nel tardo pomeriggio di lunedì 26 ottobre, un autista Uber di 48 anni, colto da un malore nell’area arrivi del Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa.
L’uomo si trovava nello scalo aeroportuale e stava per ripartire con i passeggeri che avrebbe dovuto accompagnare a destinazione. Aveva appena completato le operazioni di carico dei bagagli quando, all’improvviso, le sue condizioni si sono aggravate. Un momento di lavoro ordinario si è trasformato in una situazione drammatica, facendo scattare immediatamente la richiesta di soccorso.
L’allarme è stato lanciato alle 17.20, con il massimo livello di urgenza. La macchina dei soccorsi si è attivata rapidamente: sul posto sono arrivati un’ambulanza della Croce Rossa di Gallarate e un’automedica, con il personale sanitario impegnato a prestare assistenza all’uomo.
I soccorritori hanno avviato le manovre di rianimazione, tentando a lungo di salvargli la vita. Nonostante gli sforzi del personale intervenuto e le procedure messe in atto, però, ogni tentativo si è rivelato purtroppo inutile. Per il quarantottenne non c’è stato nulla da fare e i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Secondo le prime informazioni, all’origine della tragedia ci sarebbe stato un infarto. Il malore ha colpito l’autista mentre si trovava nell’area arrivi del Terminal 1, in una zona frequentata quotidianamente da viaggiatori, accompagnatori e operatori impegnati nelle attività dello scalo.
La notizia ha riportato l’attenzione su un episodio drammatico avvenuto in uno dei luoghi più frequentati del territorio, dove ogni giorno si intrecciano arrivi, partenze e servizi di trasporto per migliaia di passeggeri. Per l’autista, che stava svolgendo il proprio lavoro, la giornata si è conclusa in modo improvviso e tragico.
La tempestività dell’intervento sanitario non è bastata a evitare il peggio. Restano il dolore e lo sgomento per una morte improvvisa, avvenuta mentre l’uomo era impegnato in una normale attività lavorativa.













