“Arrivano i mostri”. È con questo slogan d’impatto che il neonato Comitato Stop Data Center Magenta ha lanciato la propria mobilitazione per riaccendere i riflettori sul futuro dell’area ex-Novaceta proseguita questa mattina al mercato del lunedì di Magenta. Al centro della contestazione c’è il maxi-progetto per la realizzazione di un polo di data center composto da cinque edifici alti 27 metri, con una potenza complessiva stimata in ben 300 MW.
I residenti e gli attivisti si daranno appuntamento sabato 31 ottobre alle ore 15.30 in Piazza Formenti, proprio davanti alla sede del Municipio, per un flash mob che punta a coinvolgere l’intera cittadinanza e le istituzioni locali.
Il volantino diffuso in questi giorni dal Comitato traccia una mappa dettagliata delle preoccupazioni per il territorio, suddivise su più fronti. Salute e vivibilità con il rischio dell’effetto “isola di calore”, ovvero un aumento stimato delle temperature tra i 2 e i 4 gradi anche a chilometri di distanza, oltre al rumore incessante giorno e notte e al potenziale peggioramento della qualità dell’aria.
Sicurezza e incolumità per la presenza di depositi di gasolio previsti in un’area vicina alla ferrovia. Impatto ambientale poiché si stimano ingenti consumi di suolo e un massiccio prelievo di risorse idriche per il raffreddamento degli impianti. E le inevitabili conseguenze economiche perché i promotori temono un possibile aumento dei costi energetici per la comunità e il deprezzamento del valore delle abitazioni limitrofe.
L’iniziativa del Comitato intende precisare di non essere mossa da un pregiudizio anti-tecnologico: “Non siamo contro la tecnologia, siamo contro la trasformazione dei nostri territori in terra di conquista della speculazione finanziaria e delle multinazionali”, si legge nell’appello.
La critica punta l’indice contro l’assenza di un quadro normativo ed energetico chiaro: in Italia mancherebbe ancora una pianificazione pubblica organica e vincolante per regolamentare impianti così impattanti. Da qui la richiesta accorata di trasparenza, regole nazionali e partecipazione attiva dei cittadini.
In vista dell’appuntamento del 31 ottobre, il Comitato lancia un appello ad ampio raggio a tutte le associazioni, ai sindacati, ai movimenti e alle forze politiche sociali per unire le forze a tutela dell’ambiente e dei beni comuni.
Per chi volesse mettersi in contatto con i promotori o seguire gli aggiornamenti sulla mobilitazione, è possibile scrivere all’indirizzo stopdatacentermagenta@gmail.com o cercare la pagina Facebook ufficiale del Comitato Stop Data Center Magenta.













