“Le monde est à Nous” scrive il
centro sociale Cantiere di Milano dopo gli scontri di oggi
spiegando che “Di fronte alla distruzione della scuola, di
fronte alla profilazione razziale, di fronte alla guerra e alla
casta di pedofili che governa il pianeta con eserciti e
algoritmi, chi si stupisce che le città siano in rivolta è cieco
di privilegio o affamatore dei popoli”.
“Venerdì e sabato – scrive lo storico centro sociale molto
frequentato da giovani e giovanissimi – la nostra generazione è
scesa in piazza. Oltre 5000 persone entrambi i giorni, perché il
mondo è nostro. Le scuole sono nostre. Le città sono nostre. E
gli unici stranieri sono i razzisti e i fascisti.
Gli unici criminali sono seduti sui banchi del Governo, non su quelli di
scuola. A scuola non ci sono stranieri, solo compagn3. E oggi
alcuni dei nostr3 dompagn3 sono stati arrestati per la stessa
rabbia che proviamo tutt3 e che è esplosa nella piazza, dopo
cariche, caroselli e scariche di gas”. “Ve la siete presa –
conclude il comunicato diffuso sui social – con la generazione
sbagliata. Nelle piazze c’eravamo tutt*. Liber* tutt* subito”.
“Ai figli di p…a musulmani che
hanno distrutto Milano..molti sappiamo chi sono, nome, cognome e
indirizzo, Vi prenderemo uno per uno a partire dai genitori per
proseguire con voi”: è la minaccia condivisa online dalla pagina
‘Cori beceri 4.0’, seguita su Instagram da oltre 20mila
followers.
La pagina pubblica un elenco di nomi, cognomi e indirizzi,
invitando a contribuire all’elenco. In una storia successiva si
legge “Stiamo andando a parlare in modo molto democratico alle
m…e che abitano ad Affori e Comasina”, invitando i followers a
unirsi. “Probabilmente – la chiusa della storia – arriverà la
polizia, quindi niente armi, niente lame, bastano le mani in
caso di difesa”.













