HomeSport174 chilometri, mesi di lavoro: la macchina della Coppa Bernocchi

174 chilometri, mesi di lavoro: la macchina della Coppa Bernocchi

Dietro i 174 chilometri della 107ª Coppa Bernocchi – 50° GP Banco BPM, gara internazionale UCI ProSeries, c’è infatti una complessa organizzazione fatta di persone, mezzi, professionalità e coordinamento. Un dispositivo che coinvolge circa 250 persone impegnate nei presidi, oltre al personale delle Polizie Locali e dell’Arma dei Carabinieri, agli operatori della Protezione Civile e al personale sanitario.

A loro si aggiungono 2 auto civetta, 16 moto, 4 auto della Polizia, 20 moto staffette e circa un centinaio di persone dedicate alla gestione delle aree di partenza e arrivo.

Sono loro la grande squadra, spesso lontana dai riflettori, che permette alla corsa di attraversare in sicurezza città, paesi, strade urbane ed extraurbane e diversi territori comunali.

Un percorso da gestire metro per metro

Una gara ciclistica professionistica su strada non si svolge all’interno di un impianto chiuso. Il suo campo di gara è la rete viaria del territorio, che per alcune ore deve trasformarsi in un percorso sportivo sicuro e organizzato.

Per questo la preparazione comincia molto prima del giorno della gara.

Nelle settimane precedenti vengono definite ordinanze e disposizioni relative alla viabilità, effettuati sopralluoghi, organizzate riunioni operative e concordate con gli enti competenti le modalità di gestione delle diverse aree interessate dalla manifestazione.

Ogni incrocio, ogni attraversamento, ogni punto particolarmente delicato viene analizzato e inserito in un dispositivo che deve funzionare con precisione durante il passaggio della carovana.

Il giorno della Coppa Bernocchi entrano quindi in azione i presidi agli incroci, la regolazione temporanea della circolazione, le chiusure stradali e il controllo dei punti individuati come più sensibili. Tutto deve essere coordinato con il passaggio dei corridori, con la carovana e con i numerosi mezzi di servizio.

Lungo il percorso operano inoltre squadre di assistenza e mezzi dedicati alla sicurezza e al supporto della manifestazione.

Un lavoro che comincia mesi prima

La Bernocchi non nasce il giorno della partenza. La preparazione coinvolge per mesi organizzatori, amministrazioni comunali, forze dell’ordine, Protezione Civile, personale sanitario e tutti i soggetti chiamati a collaborare alla gestione della corsa.

Per l’edizione 2026 sono state emesse ordinanze e atti amministrativi, effettuati sopralluoghi e organizzati numerosi incontri operativi per definire nel dettaglio la gestione del percorso e delle aree interessate dalla manifestazione.

«Una gara come la Bernocchi non si improvvisa – sottolinea Luca Roveda, presidente della U.S. Legnanese 1913 –. Dietro alla partenza dei corridori c’è un lavoro importante che coinvolge tante persone e tante professionalità diverse. Il nostro compito è coordinare questa grande squadra e collaborare con tutti gli enti coinvolti perché la corsa possa svolgersi nel modo più ordinato e sicuro possibile».

E poi il ringraziamento.

«A tutti coloro che hanno lavorato per la Coppa Bernocchi va il nostro enorme, infinito grazie».

La corsa e il territorio

La sicurezza non riguarda soltanto i corridori. Significa anche garantire il miglior rapporto possibile tra la manifestazione e le comunità attraversate.

Per questo la U.S. Legnanese 1913 lavora a stretto contatto con le amministrazioni comunali e con gli enti preposti alla gestione della viabilità, con l’obiettivo di organizzare il passaggio della gara riducendo, per quanto possibile, l’impatto sulla normale circolazione e informando cittadini e attività sulle modifiche temporanee previste.

La Coppa Bernocchi è una competizione internazionale, ma vive concretamente sulle strade del territorio.

Accanto ai campioni, alle squadre e alla carovana che il pubblico vede sfrecciare verso il traguardo, esiste quindi una squadra molto più numerosa e meno visibile. Una squadra che lavora perché ogni passaggio, ogni attraversamento e ogni fase della manifestazione possano svolgersi nel modo più sicuro e ordinato possibile.

Il riconoscimento del Collegio dei Commissari

A testimoniare la qualità di questo lavoro è arrivato anche il riconoscimento di Jérôme Lappartient, presidente del Collegio dei Commissari.

Al termine della giornata, Lappartient ha voluto rivolgere personalmente i propri complimenti alla U.S. Legnanese 1913 e all’intera organizzazione per il lavoro svolto, sottolineando la qualità della gestione della manifestazione, l’attenzione dedicata alla sicurezza e la cura riservata a tutte le persone presenti durante la giornata.

Un riconoscimento che la U.S. Legnanese 1913 raccoglie e condivide con tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione: forze dell’ordine, enti, amministrazioni, volontari, professionisti e operatori.

Perché dietro una grande corsa non ci sono soltanto i corridori.

Ci sono persone che preparano, coordinano, presidiano, assistono e controllano. Ci sono mezzi, chilometri di strade da mettere in sicurezza, decisioni da prendere e mesi di lavoro.

174 chilometri, centinaia di persone e mesi di preparazione: è anche questa la Coppa Bernocchi.

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