Al via oggi la nuova rubrica di TN a cura di Sergio Colombo, responsabile del Comitato Pace del Magentino. Un nuovo spazio di riflessione, dialogo e sensibilizzazione con gli amministratori. Un modo per capire cosa fare partendo dal basso rispetto a questo drammatico tema
Da tempo si rincorrono notizie che possono fare pensare che la guerra arrivi direttamente anche nel cuore dell’Europa e in Italia. Lei è preoccupato?
Beh, intanto la guerra nel cuore dell’Europa c’è già: l’Ucraina è nel cuore dell’Europa. Sull’estensione mi auguro di no, però sono preoccupato del fatto che l’Europa non abbia giocato un ruolo di primo piano nella mediazione politica con Putin.
E sono preoccupato per l’insistenza nella narrazione sulla guerra e per la corsa agli armamenti.
Cioè, in campo c’è solo questa visione e non quella che dovrebbe essere a mio avviso l’alternativa, ossia l’approccio diplomatico!
Lei, in quanto Sindaco di un Comune, che è l’ente più vicino ai cittadini, crede che l’attuale scenario preoccupi anche la gente?
È un argomento che interessa se lo si affronta direttamente, ad esempio se si propone un evento ad hoc che solleciti il dibattito, e lo abbiamo fatto più volte; altrimenti le preoccupazioni sono molto più circoscritte e le richieste sono quelle, come dire, più cogenti del vivere in paese: la via, la buca …
Poi penso che comunque una preoccupazione di fondo ci sia; va sollecitata.
Si parla ultimamente di delegittimazione degli organismi internazionali. La storia dell’umanità dimostra che siamo riusciti a vietare l’uso della violenza nei rapporti interpersonali: ci sono la polizia e la magistratura. Perché nei rapporti internazionali non si fa qualcosa di analogo?
Perché quello che è stato costruito dal 1945 in avanti è saltato. Secondo me la causa è la crisi irreversibile degli Stati Uniti, che stanno pagando una crisi interna che va avanti da tempo e che, dopo il crollo dell’Unione sovietica, hanno agito pensando di essere gli unici soggetti della Storia.
Negli ultimi decenni, e con l’attuale Presidente nello specifico, si è passati infatti da una logica di equilibrio nella contrapposizione dei blocchi ad una volontà di allargare la NATO verso est (l'”abbaiare della Nato alle porte della Russia”, con le parole di Papa Francesco), piuttosto che lavorare per includere l’area dell’ex Unione Sovietica.
E in più, secondo me, c’è un arretramento culturale spaventoso nelle classi dirigenti, basta vedere il profilo degli ultimi candidati alla presidenza degli Stati Uniti.
Tornando all’ipotesi di una guerra che possa coinvolgere anche l’Italia, attualmente il servizio di leva è sospeso, non abolito, mentre è stata invece abrogata la legge che consentiva l’obiezione coscienza. Lei cosa ne pensa?
Che si tratta di un arretramento. Io stesso ho fatto obiezione di coscienza, ma, al di là delle scelte personali, noi come amministrazione, col mio assessore alla pace Matteo Zappa, abbiamo aderito alla campagna per la raccolta firme “Io obietto” che da aprile a maggio ha raccolto oltre 80.000 adesioni.
E, se devo essere sincero, non trovo neanche così scandaloso che una giovane del Pd dica pubblicamene che occorre organizzare i dissidenti [ndr: Virginia Libero – “Non saremo i soldati delle vostre guerre. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra. Noi organizzeremo i disertori”]
Non è più possibile pensare di andare a morire per delle classi dirigenti che portano una responsabilità enorme, che cercano di nascondere incolpando il nemico.
Del resto, ci sono numerosissimi casi di ragazzi ucraini che disertano; analogamente accade in Russia, ma se ne sa poco: immagino cosa possa diffondere Putin attraverso le sue televisioni! Ma anche le nostre non sono da meno. Perché non ci parlano di queste cose?
Come crede, come sindaco, di poter contribuire alla costruzione di un modo migliore per risolvere i conflitti internazionali?
Io credo, insisto, che l’Europa debba giocare un ruolo fondamentale. Questa Europa che c’è da un punto di vista monetario, ma che quando c’è da sedersi a un tavolo per trovare un accordo sui grandi temi dimostra che ciascuno va per conto suo.
Come detto, occorre poi ricostruire quella cultura diplomatica che si è persa e puntare su leader di spessore.
Come sindaci, non è che si abbiano moltissime leve e per questo si soffre il senso di impotenza che vivono un po’ tutti.
Dopodiché mettiamo in campo comunque delle iniziative. Oltre a quelle a cui accennavo prima, abbiamo fatto un passaggio in consiglio comunale sulla difficile situazione a Gaza, abbiamo aderito alla campagna R1PUD1A (art. 11 della Costituzione), e realizzato una Rotonda per la Pace.
Attualmente stiamo organizzando due eventi sui migranti, previsti per il 23 ottobre e il 14 novembre.
Come sindaci possiamo fare questo.
Lo scenario è fosco e la situazione scoraggiante, ma continueremo a lavorare: “Pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà”, diceva Gramsci.
A cura di Sergio Colombo













