“Non mi sembra ci siano argomenti tali da
arrivare a un vero e proprio processo. Se capiterà di dover andare
proprio a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo,
l’affronteremo”. Lo afferma Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di
Chiara Poggi. L’anticipazione è andata in onda a ‘Dentro la notizia’,
mentre l’intervista integrale andrà in onda questa sera, intorno alle
21.30, a ‘Quarto Grado’ su Retequattro.
All’indomani della seconda chiusura indagine, Sempio non sembra
preoccupato degli indizi contro di lui a partire dall’impronta 33,
quella che per la Procura di Pavia è l’orma della sua mano sul muro.
“Abbiamo fatto sperimentazioni su un muro e in realtà non si potrebbe
escludere. A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non
si può escludere. Devi avere una certezza. C’era la traccia sul muro?
Sì. È stata analizzata? Sì. C’era del sangue? No. Fine. Per come la
vedo io la questione finisce lì” aggiunge.
L’indagato contesta anche la consulenza di Cristina Cattaneo, secondo
la quale il suo piede poteva calzare con quello della famosa impronta
insanguinata lasciata dall’assassino sul pavimento della villetta di
via Pascoli a Garlasco. “Se tu avessi trovato a casa di Andrea Sempio
una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara,
è un conto. Ma finché dici ‘è compatibile’, va bene. Non hai un
elemento vero che collega quello”. E sulla sua misura del piede ha le
idee chiare: “Avevo il 44 ai tempi e ce l’ho ancora oggi” conclude.













