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Muffe al nido di Castellazzo di Robecco, botta e risposta tra il sindaco Barni e l’opposizione: «Servono risposte e verifiche»

È ancora il caso dell’asilo nido di Castellazzo de’ Barzi a tenere banco nel confronto politico robecchese. Al centro della discussione ci sono le infiltrazioni e le tracce di muffa segnalate nei mesi scorsi all’interno della struttura che ospita i bambini e gli interventi effettuati dall’Amministrazione comunale durante l’estate.

A intervenire per prima, nelle scorse ore, è stata il sindaco Fortunata Barni, che attraverso un video pubblicato sui canali social del Comune ha ricostruito gli interventi eseguiti all’asilo nido, fornendo la propria spiegazione sulla situazione e sulle opere realizzate per affrontare il problema.

Una ricostruzione alla quale ha replicato il gruppo di opposizione “Robecco e Frazioni – Coerenza”, che pur prendendo atto delle spiegazioni del primo cittadino, sostiene che rimangano alcuni interrogativi ai quali, a suo giudizio, occorre dare una risposta puntuale.

Il gruppo di minoranza richiama innanzitutto una comunicazione del 28 aprile, quando la direzione dell’asilo aveva informato le famiglie della presenza di «infiltrazioni e muffe dovute a problemi della copertura del tetto», riferendo anche di numerose segnalazioni già inoltrate al Comune.

Successivamente, il 15 giugno, era stato comunicato l’avvio dei lavori «per risolvere il problema della muffa».

Anche nella risposta protocollata dal Comune il 24 settembre, sottolinea l’opposizione, viene spiegato che l’intervento sulla copertura era finalizzato a fermare le infiltrazioni che avevano generato le muffe e che, una volta asciutte le murature, sarebbe seguito il risanamento delle pareti.

È proprio su questo passaggio che “Robecco e Frazioni – Coerenza” concentra le proprie domande: «Le infiltrazioni sono state definitivamente eliminate? Le murature sono asciutte? Il risanamento interno è stato completato? Quali verifiche sono state effettuate e quali sono oggi le condizioni degli ambienti frequentati dai bambini?».

La questione, dunque, non riguarda soltanto la realizzazione degli interventi sulla copertura, ma anche ciò che è avvenuto e che dovrà avvenire all’interno della struttura per arrivare al completo risanamento degli ambienti.

L’opposizione chiede inoltre di valutare, nell’attesa della conclusione delle operazioni, «l’installazione immediata di sanificatori e depuratori d’aria negli ambienti interessati», indicandola come ulteriore misura precauzionale.

Nel botta e risposta entra anche il tema delle risorse pubbliche. Il gruppo di minoranza sottolinea come le somme destinate ai lavori non siano «soldi del Sindaco o della maggioranza», ma risorse della collettività, e rivendica quindi il diritto dei cittadini a conoscere come vengano utilizzate e quali risultati producano.

Più politico il passaggio relativo ad alcune battute apparse sui social, secondo le quali il problema sarebbe «nel cervello di alcuni». L’opposizione sceglie di non alimentare la polemica personale e replica richiamando alla documentazione: fotografie, comunicazioni alle famiglie e atti amministrativi, sostengono, consentono di confrontarsi sui fatti.

Nel frattempo, il caso del nido di Castellazzo rischia di allargarsi ad altre strutture scolastiche del territorio. “Robecco e Frazioni – Coerenza” riferisce infatti di aver ricevuto, dopo i precedenti comunicati, diverse segnalazioni da parte di cittadini e genitori relative a possibili infiltrazioni e altre criticità anche alla scuola di Casterno, alle elementari di Robecco e alle scuole medie.

Su questo fronte, il gruppo precisa di non voler trarre conclusioni premature: l’intenzione dichiarata è quella di acquisire gli atti, esaminare la documentazione e, dove possibile, effettuare sopralluoghi prima di rendere pubbliche eventuali criticità.

Il caso resta quindi aperto e il confronto tra Amministrazione e opposizione si sposta ora soprattutto sul terreno delle verifiche. Da una parte la ricostruzione del sindaco Barni sugli interventi effettuati e sulle azioni messe in campo dal Comune; dall’altra la richiesta della minoranza di conoscere nel dettaglio lo stato attuale degli ambienti, l’esito delle verifiche e le eventuali opere ancora necessarie.

Una discussione che riguarda una struttura frequentata quotidianamente da bambini molto piccoli e che, proprio per questo, porta con sé una richiesta condivisibile sul piano istituzionale: chiarezza sulle condizioni dell’edificio, documentazione sugli interventi e comunicazioni trasparenti alle famiglie.

Sul tema, dunque, il confronto politico è destinato a proseguire. E saranno soprattutto gli atti, le verifiche tecniche e lo stato effettivo degli ambienti a fornire gli elementi per valutare quanto è stato fatto e quanto resta ancora da fare.

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