Una nuova scuola, una nuova piazza e, soprattutto, una nuova vita per un’area rimasta per decenni inutilizzata. È stato inaugurato ieri, 25 settembre 2026, il nuovo Polo Scolastico di Inveruno, realizzato nell’area dell’ex Oleificio Fratelli Belloli, con la contestuale intitolazione della nuova piazza a Piersanti Mattarella.
Un intervento che va ben oltre la realizzazione di un moderno complesso scolastico e che rappresenta un importante progetto di rigenerazione urbana e di riqualificazione di uno spazio centrale per la comunità.
Nel 2018 Inveruno aveva ottenuto il più alto finanziamento a fondo perduto assegnato in Italia in quell’anno per un intervento di questo tipo. L’investimento complessivo supera oggi i 16,5 milioni di euro, una cifra particolarmente significativa per una comunità di poco più di ottomila abitanti.
La storia del progetto affonda le proprie radici negli anni Ottanta, quando l’ex oleificio cessò la propria attività lasciando inutilizzata una vasta area nel cuore del paese. Parallelamente, gli edifici scolastici esistenti mostravano sempre più i segni del tempo. Da qui l’idea di recuperare quello spazio dismesso e trasformarlo nel nuovo centro scolastico di Inveruno, riunendo nello stesso ambito tutto il primo ciclo di istruzione.
Il risultato è un complesso articolato e innovativo: due scuole distribuite in sette edifici, due palestre, due mense, un auditorium, una grande piazza e due corti verdi aperte alla comunità.
La scuola primaria occupa 3.514 metri quadrati, mentre la secondaria di primo grado si sviluppa su 3.933 metri quadrati. Complessivamente sono state realizzate 28 aule – 16 per la primaria e 12 per la scuola secondaria – con una capacità complessiva fino a 650 studenti.
Il cantiere è partito nell’autunno del 2020 e ha visto lavorare insieme Amministrazione comunale, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, personale scolastico, studenti e Consiglio Comunale dei Ragazzi. Un percorso partecipato che ha contribuito a definire un modello innovativo tanto negli spazi quanto nella didattica e nell’efficienza energetica, anche grazie all’utilizzo della progettazione BIM.
Uno degli elementi più significativi dell’intervento è il recupero dell’area senza nuovo consumo di suolo. Circa ventimila metri quadrati di una vecchia area industriale dismessa sono stati restituiti alla comunità e trasformati in un luogo dedicato alla formazione, allo sport, alla cultura e all’aggregazione.
«Oggi si corona un lavoro iniziato tanti anni fa. Tutto è partito dal 2014: in questi anni si sono succedute tre amministrazioni, due sotto la mia guida e una con il sindaco Saveri. Abbiamo recuperato circa ventimila metri quadrati di un’area dismessa. Da una fabbrica che produceva olio abbiamo creato quella che consideriamo la vera fabbrica del futuro per tutta la comunità. L’obiettivo era chiaro: mettere i nostri ragazzi al centro, sia dal punto di vista logistico sia nell’attenzione di ciascuno», commenta Sara Bettinelli, vicesindaco ed ex sindaca di Inveruno.
Soddisfazione anche da parte dell’attuale sindaca Nicoletta Saveri: «È stata una mattinata davvero bella. Abbiamo festeggiato insieme agli studenti, al personale scolastico, al sindaco Giuseppe Sala, ai parlamentari e ai consiglieri regionali della zona. Un traguardo importante non solo per la scuola, ma per tutta la comunità. Abbiamo riqualificato un’area e l’abbiamo restituita alla collettività perché diventi un vero spazio di aggregazione. Siamo molto orgogliosi di questa giornata».
L’intitolazione della nuova piazza a Piersanti Mattarella aggiunge inoltre alla giornata un forte valore civile e istituzionale, legando il nuovo spazio pubblico alla memoria di una figura simbolo dell’impegno per le istituzioni e per la legalità.
Quello inaugurato oggi, dunque, non è semplicemente un nuovo complesso scolastico. È la trasformazione di una ferita urbana in un luogo aperto, vivo e destinato a tutta la comunità.
Dove per decenni c’era una fabbrica dismessa, oggi ci sono scuole, palestre, cultura, verde e una piazza. Un pezzo di Inveruno che torna a vivere, pensato per chi c’è oggi e, soprattutto, per le generazioni che verranno.












