Il 14 settembre 1944 Vigevano visse uno degli episodi più drammatici della Seconda guerra mondiale. Nel tardo pomeriggio, intorno alle 18.30, un treno passeggeri proveniente dalla zona di Milano stava attraversando il ponte ferroviario sul Ticino, diretto verso Vigevano e la Lomellina.
In quei mesi ponti, ferrovie e convogli rappresentavano obiettivi strategici per l’aviazione alleata, impegnata a interrompere i collegamenti utilizzati anche dalle forze tedesche e della Repubblica Sociale Italiana.
Secondo le testimonianze tramandate, quando alcuni aerei comparvero nel cielo il macchinista avrebbe cercato di aumentare la velocità per superare rapidamente il ponte. A quel punto, forse per il panico, qualcuno avrebbe azionato il freno d’emergenza e il convoglio rallentò o si fermò proprio nel punto più esposto. Gli apparecchi scesero a bassa quota e aprirono il fuoco contro il treno. Le raffiche colpirono le carrozze e alcuni vagoni presero fuoco: due vetture e un bagagliaio risultarono gravemente distrutti. I soccorsi raggiunsero rapidamente il ponte e numerosi feriti furono trasportati negli ospedali di Vigevano e Abbiategrasso.
Un rapporto redatto il giorno successivo dal comandante dei Vigili Urbani di Vigevano parlava di otto aerei e registrava inizialmente tredici morti recuperati sul posto, oltre a numerosi feriti. Nei giorni successivi il bilancio si aggravò fino ad arrivare, secondo le ricostruzioni più diffuse, a 27 vittime. Rimane ancora oggi un particolare non completamente chiarito: quali aerei parteciparono esattamente all’attacco? Le fonti locali parlano generalmente di velivoli americani, ma nei documenti contemporanei il modello non viene indicato con certezza.
Proprio quel giorno reparti di P-47 Thunderbolt statunitensi operarono nella zona del Ticino, ma attribuire con sicurezza a quegli stessi apparecchi il mitragliamento del treno richiede prudenza.
Il 14 settembre 1944 rimase così impresso nella memoria cittadina come una tragedia improvvisa che colpì persone comuni durante un normale viaggio: pochi minuti, un ponte e un convoglio bastarono a trasformare un pomeriggio di guerra in una delle pagine più dolorose della storia di Vigevano.
Da parte nostra non possiamo che complimentarci con i redattori di Storie di Lomellina che oltre ad essere una pagina social è anche un sito web, a nostro avviso, molto prezioso perchè tiene viva la memoria storica, le tradizioni di una parte importante di Est Ticino.
Peraltro la loro mission è quanto mai chiara e da parte nostra possiamo dire solo chapeau…
Tra le nebbie della Lomellina si nascondono storie antiche, leggende, misteri e memorie contadine. “Storie di Lomellina” dà voce a una terra sospesa nel tempo, tra cascine, fiumi e spiriti che ancora camminano.
*foto creata con AI











